Al Mume di Messina incontro sulle condizioni di lavoro nei beni culturali :ilSicilia.it
Messina

martedì 3 dicembre

Al Mume di Messina incontro sulle condizioni di lavoro nei beni culturali

di
27 Novembre 2019

Il 30 ottobre 2019 il movimento “Mi Riconosci? Sono un Professionista dei Beni Culturali” ha presentato alla Camera dei Deputati i risultati dell’inchiesta condotta nel 2019 sulle condizioni di lavoro nel settore culturale, a cui hanno partecipato 1546 professionisti.

Da questa inchiesta, insieme all’altra sulle discriminazioni di genere, è scaturito un tour di incontri in tutta Italia, intitolato “Il Lato oscuro dei Beni Culturali – Resistere a trent’anni di esternalizzazioni e lavoro gratuito”, che martedì  3 dicembre, alle ore 17, approda anche in Sicilia, al MuMe, Museo Regionale Interdisciplinare di Messina. L’evento è stato ideato dalla storica dell’arte e giornalista Silvia Mazza e curato insieme al direttore del MuMe Orazio Micali.

Mario Francavilla, tra i coordinatori del movimento, presenterà i dati sullo sfruttamento del lavoro gratuito, sui contratti e sulle condizioni dei lavoratori nel settore. Datiche finora non erano stati quantificati in modo statistico e che configurano un quadro cupo per chi lavora nei Beni Culturali, un settore afflitto da paghe misere (l’80% delle risposte denuncia paghe annue che raggiungono, al massimo, i 15mila €, il 34% guadagna tra 4 e 8 l’ora, l’11,4% lavora per meno di 4€ l’ora), multilavoro, straordinari non contrattuali (e spesso non pagati; il 66% dei lavoratori sono precari), alta formazione (la grande maggioranza possiede almeno la laurea magistrale/specialistica), scarse tutele. A fronte di questo quadro allarmante, tre le specifiche richieste avanzate da “Mi Riconosci?”:una norma che limiti il volontariato; un nuovo regolamento che riveda i criteri di appalto ed esternalizzazione; l’applicabilità del giusto Ccnl per i lavoratori del settore dei beni culturali.

“Lavoro nei beni culturali da più di trent’anni – ha detto Micali – e da non poco tempo pongo a me stesso un interrogativo: se il nostro patrimonio culturale è una miniera, come sostengono tutti, come mai non si riesce a trovare un modo, dicasi uno, che consenta ai siciliani di trarne il giusto compenso in termini di lavoro e benefici?”

“Lavoratori altamente specializzati con un trattamento economico e contrattuale che li equipara agli addetti alle pulizie – commenta Silvia Mazza -, anzi nemmeno, dato che nella metà dei casi gli intervistati hanno dichiarato di guadagnare meno di 8 euro all’ora. Un’inchiesta indispensabile dalla quale non può prescindere chi si occupa di politiche culturali. Col sospetto che le percentuali sarebbero ancora più drammatiche se si isolassero i dati della sola Sicilia, dove l’ultimo controverso concorso pubblico nel settore risale al 2000,  a differenza del MibacT che ha ripreso  a bandire  concorsi da qualche anno”. “Vorrei ricordare anche – prosegue – che il tema spinoso del volontariato si era provato a disciplinarlo proprio in Sicilia nel 2017, quando avevo promosso un protocollo d’intesa tra l’Assessorato BBCCIS e Legambiente, Italia Nostra e SiciliAntica per un intervento emergenziale sul patrimonio, in cui erano stati indicati con chiarezza i limiti e gli ambiti d’intervento dei volontari, contro un far west delle competenze, e che tassativamente escludeva l’uso del personale volontario in sostituzione di quello specialistico”.

L’appuntamento di Messina costituisce, dunque, un’occasione per discutere su questi scenari, cercando soluzioni e avanzando proposte insieme al pubblico e nella tavola rotonda a cui prenderanno parte, oltre al Direttore del MuMe e Silvia Mazza,Francesco Mannino, membro del Consiglio direttivo di Federculture, che ha siglato nel 1999 uno specifico contratto nazionale per chi lavora nel settore, ma che proprio dall’inchiesta risulta applicato solo nel 7% dei casi; Tonino Genovese, Cisl, ancora per il tema dei contratti di lavoro; Ivo Blandina, presidente Confindustria Messina;  Giovanni Moschella, vicario Rettore dell’Università di Messina, in quanto l’ambito accademico forma i professionisti che dovranno confrontarsi con questi “oscuri” scenari lavorativi; Gianfranco Zanna, presidente di Legambiente Sicilia,  per il tema dell’impiego del volontariato; e Roberto Ercoli, presidente Aditusculture, Ati che gestisce i servizi al pubblico dei siti di Taormina, Siracusa e Messina. E con la partecipazione di Annalisa Raffa, presidente Italia Nostra Messina, e Alessandro Ficarra, consigliere regionale di SiciliAntica. Modera il giornalista Sebastiano Caspanello(Gazzetta del Sud).

Mi Riconosci? Sono un professionista dei beni culturali” è un movimento di professionisti del settore culturale e studenti, formatosi nel novembre 2015 per parlare di Patrimonio Culturale e Lavoro. Costituitosi come un piccolo gruppo tematico, ha poi in pochi mesi ampliato molto il proprio orizzonte arrivando a coinvolgere nel dibattito pubblico professionisti di tutte le provenienze e di tutti gli ambiti della cultura: restauratori, guide turistiche, archeologi, archivisti, antropologi, biblioteconomisti, antropologi fisici, paleontologi, storici dell’arte, diagnosti, architetti, attori, cantanti, ballerini e tantissimi altri. Da qui il nome che punta l’attenzione sul tema del riconoscimento professionale, inteso come ruolo dei professionisti, già da molto tempo marginalizzati, rivendicando nuove leggi a sostegno delle professioni, e inteso anche come economico, denunciando situazioni di sfruttamento ed esclusione dei professionisti per risparmiare sul costo del lavoro. La differenza l’ha fatta una grande intuizione, che ha reso il gruppo  sin da subito più forte: il doversi considerare una sola unica grande categoria professionale e condurre tutte le battaglie insieme. In passato infatti tutte le grandi associazioni di categoria, le varie comunità di professionisti  e spesso anche gruppi di studenti avevano in vari momenti avanzato richieste al MibacT, senza ottenere però il giusto ascolto. In quattro anni hanno così avanzato diverse proposte per la regolamentazione delle professioni, una proposta di legge per la regolamentazione del volontariato, un patto tra lavoratori e datori per il lavoro culturale e organizzato tantissimi incontri in tutta italia e alcune manifestazioni nazionali.

 

 

 

 

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