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Al Parco archeologico di Selinunte, migliaia di giovani ballano contro la mafia

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14 Agosto 2022

Tantissimi giovani hanno affollato i luoghi della Grecia siciliana nel cuore del Parco Archeologico di Selinunte fino a tarda notte. Sul palco insieme a Valeria Grasso, oltre al colonnello dei carabinieri che arrestò Totò Riina, anche Domenico D’Agati, l’imprenditore che ha denunciato e detto “no” alla mafia.

Tra i contributi anche quello di Mogol. Sul palco anche l’Ordine dei Medici di Palermo rappresentato dal presidente Toti Amato, che insieme a Musica e Legalità ha lanciato una raccolta fondi per l’acquisto di alcune attrezzature destinate a un’area pediatrica della comunità Missione Speranza e Carità di Biagio Conte.

L’edizione 2022, inoltre, è stata dedicata a Sebastiano Tusa: è stato dedicato un memorial, infatti, all’ex assessore ai Beni culturali della Regione siciliana tragicamente scomparso in un disastro aereo.

Oltre 10 mila giovani arrivati da tutta Europa, hanno ballato fino a tarda notte sulle note mixate da Paul Kalkbrenner, artista tedesco di musica elettronica di fama internazionale.

Per la nuova tappa del progetto Musica e Legalità, che anche quest’anno ha ricevuto il patrocinio del Ministero della Salute, dal palco di Unlocked Music Festival, sono stati tantissimi i contributi a sostegno dell’iniziativa. Artisti e istituzioni, ma anche professionisti e artisti, è stata ancora una volta raccontata la legalità ai giovani attraverso il canale della musica.

Anche Capitano Ultimo, il colonnello dei carabinieri Sergio De Caprio che nel 1993 arrestò Totò Riina, ha voluto lanciare un messaggio ai ragazzi che dal pomeriggio hanno riempito Selinunte. “Sono diventato uomo grazie alla Sicilia e al popolo siciliano. Insieme a questa gente abbiamo lottato fianco a fianco per combattere contro l’arroganza, la violenza, contro quelli che sfruttano. Contro la mafia che crea i recinti e le barriere. Vogliamo abbattere quelle barriere, abbattere quei recinti, non c’è nessun recinto che può tenere il nostro amore, il vostro amore, la vostra rabbia, la vostra dolcezza, la vostra voglia di libertà. E quest’amore fa paura e devono avere paura di voi. Credete nella vostra irrequietezza, nel vostro amore, nella vostra insicurezza, nella vostra fragilità. Perché è il vostro momento. Cantate più forte. Vi voglio bene”.

Volto e anima di Musica e Legalità è Valeria Grasso che, da padrona di casa, ha spiegato che “l’importanza di questo festival sta nel fatto che i giovani possono ascoltare messaggi importanti in un contesto informale, leggero, facendo ciò che più amano fare: divertirsi. Noi abbiamo due obiettivi con Musica e Legalità – spiega la testimone di giustizia – ovvero il raccontare il nostro territorio, che va fatto conoscere ma va anche difeso, e raccontare le storie dei nostri uomini e delle nostre donne che diventano gli uomini e le donne dello Stato. Lo stato non può e non deve abbandonare chi denuncia il pizzo, chi si oppone alla mafia e diventa un perno fondamentale per la lotta alla criminalità. Lo stato deve dare segnali a chi combatte la criminalità. Chi ha denunciato deve essere sostenuto, supportato, deve fare la differenza. E la differenza la fanno i fatti e non le parole”. Mogol, che ha sposato l’iniziativa per il secondo anno consecutivo, ha dato il suo contributo attraverso un video-messaggio rivolto ai giovani contro le dipendenze di ogni tipo.

L’impegno alla lotta alle mafie, alla criminalità organizzata, contro ogni forma di dipendenza, al fianco della salute, dell’ambiente e del territorio, è il filo conduttore del progetto nato nove anni fa da Valeria Grasso, fondatrice dell’associazione “Legalità è libertà”. A sposare e promuovere l’iniziativa, anche l’onorevole Mario Caputo. “Questo festival non è fatto solo di musica ma è portavoce di un importante messaggio. Non ci stancheremo mai di ascoltare buona musica, di vivere esperienze culturali ma soprattutto di diffondere messaggi che ci spingano a respingere qualsiasi forma di criminalità”.

I giovani inoltre hanno potuto assistere a una mostra fotografica inedita. L’ANSA, la più importante agenzia di stampa italiana, ha infatti portato a Selinunte “L’eredità di Falcone e Borsellino”, esposizione organizzata per il trentennale delle stragi mafiose. Dopo Palermo, Favignana, Partanna, Santa Margherita del Belice e il Cretto di Burri, la mostra dedicata alla memoria dei due magistrati è stata allestita al parco archeologico proprio in occasione del festival. L’esposizione fotografica itinerante racconta la storia di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino: dall’adolescenza a Palermo all’ingresso in magistratura, fino alla nascita del “Pool antimafia”, al maxiprocesso e infine alle stragi del ’92.

 

 

 

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