24 Maggio 2019 - Ultimo aggiornamento alle 17.32
Catania

I primi ad andare via sono 50 adulti

Al via lo sgombero del Cara di Mineo

6 Febbraio 2019

Al Cara di Mineo inizia il trasferimento dei migranti. I primi ad andare via dal centro di prima accoglienza siciliano, sono 50 adulti, maschi e senza figli, ospiti da tempo nella struttura. Saranno smistati in altri centri “assistenza per stranieri”.

Il secondo blocco partirà il 17 febbraio e il terzo blocco di 50 migranti, dopo dieci giorni.

Invece, le famiglie con bambini e le situazioni ritenute maggiormente ‘vulnerabili’, come quelle di mamme sole con figli o persone con problemi di salute, resteranno per il momento nella struttura.

Il Cara di Mineo, che ha aperto i battenti sette anni fa, era già stato teatro di scandali e inchieste giudiziarie da quella per una presunta truffa da 1 milione di euro sui rimborsi spese, con liste che sarebbero state gonfiate ad arte, a quella sulla cosiddetta ‘parentopoli’ nelle assunzioni effettuate dalle cooperative che hanno gestito il centro.

Inoltre, davanti al Tribunale di Catania, è ancora pendente il processo a 15 persone imputate di turbativa d’asta per l’appalto dei servizi, dal 2011 al 2014. Dal procedimento è uscito Luca Odevaine, che ha patteggiato sei mesi di reclusione.

Nell’indagine sugli appalti era implicato anche il sottosegretario alle Politiche agricole, Giuseppe Castiglione. Anche per questo il centro era già entrato nel mirino di Salvini. Nel 2016 il segretario della Lega si augurava non solo che fosse chiuso ma anche raso al suolo, arrivando nel maggio 2017 a dormirci all’interno con tanto di social-reportage. Ad agosto 2018, da ministro dell’Interno aveva abbassato i toni annunciando comunque una stretta del numero degli ospiti – da 3 mila a 2.400 ospiti – e del costo pro-capite dell’accoglienza: da 29 a 15 euro.

Questo è un centro di accoglienza richiedenti asilo. Tutti i cittadini stranieri presenti all’interno del campo, nel momento in cui ritirano il permesso di soggiorno se viene loro concesso, hanno l’obbligo di lasciare il campo”, spiega a ilSicilia.it il direttore della struttura Francesco Magnano. Che aggiunge “d’altro canto è inimmaginabile pensare di vivere la propria vita all’interno di una misura di accoglienza”.

Tag:
Epruno - Il meglio della vita
di Renzo Botindari

Per chi forse ha già dimenticato

“Dottore questa volta non ce l’ho fatta, non ho fatto storie, non ho permesso a loro di attaccarmi le lunghe maniche bianche dietro la schiena, non ho voluto fare il “bastian contrario” come sempre e ho preso la loro medicina. A che serviva ancora dire che non era giusto? E poi a chi? In quanti siamo rimasti? Mi sono dovuto prostrare come tutti, mi sono dovuto distrarre, avrei dovuto imparare ad essere più ipocrita, mi sarebbe bastato vendere il mio intelletto".
. Rosso & Nero .
di Alberto Samonà

Il ricordo di Falcone: un’occasione persa per una memoria condivisa

Oggi è una di quelle date che dovrebbe essere patrimonio di tutti e invece, il ricordo del giudice Giovanni Falcone, della moglie Francesca Morvillo, e degli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro, è diventato l'occasione per divisioni, distinguo, accuse, veleni, lenzuoli di protesta ai balconi e contromanifestazioni.
Rosso di sera
di Elio Sanfilippo

Il 25 aprile festa della libertà tra memoria e impegno

Anche quest’anno la ricorrenza del 25 aprile non è immune da polemiche insulse e pretestuose che puntano a delegittimare e a ridimensionare la portata storica di quel straordinario avvenimento che fu la Resistenza, quel grande movimento di popolo che restituì agli italiani la libertà e cancellò la vergognosa pagina del fascismo.