Alla Casa del Mutilato di Palermo, la mostra "Anabasi", il secondo appuntamento con il ciclo "Il Sospetto" :ilSicilia.it
Palermo

Appuntamento giovedì 6 dicembre

Alla Casa del Mutilato di Palermo, la mostra “Anabasi”, il secondo appuntamento con il ciclo “Il Sospetto”

di
30 Novembre 2018

Il Polo Museale Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palermo presenta, giovedì 6 dicembre 2018 alle ore 19 nel Tempio Munito Fortezza Mistica – Casa del Mutilato di via Alessandro Scarlatti 12 a Palermo, il secondo appuntamento per il ciclo Il Sospetto prodotto dal Dipartimento regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana.

Dopo l’ouverture al Museo Archeologico Salinas, affidata alla mostra personale di Moira Ricci, all’esposizione dei falsi di Mastressa provenienti dalle collezioni del museo, e all’incontro dal titolo fake news tra informazione e pensiero giuridico, il progetto dedicato al tema della post-verità procede con l’artista Daniele Franzella e con un nuovo incontro sul tema Il racconto del potere. Simboli, strategie, propaganda.

Un evento che si inserisce nella cornice del centenario della fine della Grande Guerra, prendendo vita in uno spazio di grande fascino, nel cuore di Palermo: la storica Casa del Mutilato, inaugurata il 21 maggio del 1939. Un luogo con una chiara connotazione celebrativa e commemorativa, funzionale alla propaganda del Regime, sintesi monumentale di tematiche belliche, estetiche del Ventennio, retoriche del sacrificio e del patriottismo, evocando chi condusse i meccanismi del potere e chi, in pieno conflitto, incontrò la morte, la mutilazione, la disfatta.
La mostra – che nel titolo cita la celebre opera di Senofonte, in cui si narra dell’avventurosa risalita di una spedizione militare dalla costa verso l’entroterra – riparte dai simboli e i riferimenti di questo splendido sito, per rimetterli in gioco e sviscerarli, tra analisi intellettuale, ironia ed empatia.

È in questa fase storica-dichiara Sebastiano Tusa, assessore dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana- che si registra, non senza polemiche e dibattiti accesi, un lento e necessario recupero dell’attenzione per le grandi architetture razionaliste tipiche del Ventennio, che la ferita politica e culturale legata alla vicenda del fascismo aveva in qualche modo offuscato. Un fatto che ci consente anche di condurre un importante lavoro di produzione culturale, artistica e intellettuale, ripartendo proprio dalla memoria di quei luoghi straordinari, dalla forte valenza simbolica. Ancora una volta storia e attualità si incontrano, in un dialogo dalle potenzialità altissime“.

L’analisi dell’attuale scenario politico italiano – dichiarano Sergio Alessandro, dirigente Generale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana ed Helga Marsala, curatrice –in relazione alle strategie di comunicazione, ai canali del web, al peso delle narrazioni mediatiche e alla forme del potere, non può prescindere dalle vicende storiche che hanno segnato il Novecento, e in particolare dalle avanguardistiche, controverse azioni di propaganda introdotte in epoca fascista. Continuiamo così la nostra indagine sulla post-verità, attraverso gli sguardi di artisti, intellettuali, comunicatori di peso e di talento, mettendo insieme storia e dibattito sul presente ed evidenziando distanze, corrispondenze, evoluzioni. La straordinaria sede della Casa del Mutilato, tra i gioielli di quello stile razionalista che caratterizzò l’architettura del Regime, è in tal senso un luogo ideale. È un privilegio poterla vivere e ripensare, come palcoscenico di questo nuovo appuntamento fra arte e pensiero contemporaneo”.

La realizzazione della mostra Anabasi di Daniela Franzella -dichiara Valeria Patrizia Li Vigni, direttrice del Polo Museale Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palermo – nel Tempio Munito Fortezza Mistica testimonia l’attività in rete svolta dal Polo del Contemporaneo, che collabora con nuove istituzioni, come l’Associazione Mutilati e Invalidi di Guerra, e fa sistema per la diffusione dell’arte contemporanea in Sicilia, obiettivo prioritario del Polo.  Attraverso l’apertura al pubblico di importanti siti culturali, il Riso apre un dialogo tra linguaggio storicizzato e contemporaneità“.

 

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