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Palermo

IL CORONAVIRUS HA CAMBIATO TANTE COSE

Alla scoperta del museo Salinas, con un nuovo modo di vivere l’arte

di
3 Giugno 2020

La riapertura dei Musei, dopo i tre lunghi mesi di silenzio pandemico, segna la nuova fase della convivenza sociale col virus che ha costretto l’umanità a rivedere il suo rapporto con la natura e con il senso della sua storia.

Niente di meglio che ritornare dunque al museo Salinas, centro archeologico di Palermo che contiene non solo gli straordinari reperti, radice della storia della nostra città, ma fa luce, dall’età neolitica fino al tardo antico e all’età bizantina, anche sulle vicende del territorio occidentale dell’isola.

Da Solunto a Selinunte, passando per Segesta, si può toccare con mano e leggere nella ricchezza delle collezioni riordinate con i più avanzati criteri museografici, la straordinaria Koinè della cultura punico-greco romana che distinse Panormus e le città dell’eparchia cartaginese rispetto a tutte le altre città siceliote che a loro volta avevano rielaborato in modo autonomo la stessa cultura urbanistica e architettonica delle colonie rispetto alla matrice originaria della madrepatria.

Avevo prenotato la visita attraverso il numero telefonico fornito dall’assessorato dei Beni culturali che, con lungimiranza, ha voluto aprire gratuitamente per sette giorni tutti musei dell’isola e ridare nuovo impulso alla fruizione e alla vita culturale sperimentando le visite regolamentate dalle attuali disposizioni di sicurezza antivirus che, diradando tempi e spazi,fanno scoprire e centellinare al visitatore la bellezza e la sapiente collocazione espositiva dei preziosi reperti.

Eliminati gli assembramenti per motivi di sicurezza e per rispettare le distanze sociali, si scopre l’aspetto positivo di tale limite e necessità, e cioè il possibile e nuovo modo di fruizione che potrà fare della visita museale una nuova esperienza per le persone che già conoscono il Salinas e per tutti coloro che per la prima volta varcheranno la soglia della ex casa dei Filippini e attraverseranno i due splendidi cortili fino alla grande Agorà che ha caratterizzato il magnifico restauro di questo piano.

Si attende l’inizio dei lavori per la realizzazione totale del progetto che, alla sua conclusione, farà dei tre piani del Salinas il museo più rappresentativo della antica cultura mediterranea. In questa parte già inaugurata e felicemente allestita, in ogni sala e in ogni singola vetrina si possono cosi godere nella loro totalità e nei singoli oggetti delle raccolte cronologicamente ordinate, i valori estetici della cultura materiale che in tanti manufatti rappresentano capolavori del passato giunto fino a noi.

La presenza della direttrice Caterina Greco, che mi accompagnava illustrando i particolari reperti nella assoluta calma della luce meridiana di questo particolare giorno anniversario della nostra repubblica, dava corpo alla istituzione statale che rappresenta materialmente i secoli di una aggregazione sociale che ancora oggi rispecchia il modello della civiltà siceliota.

La luce naturale in armonia con quella della regia scenografica avvolge lapidi, divinità, statue di dei e imperatori e le sale fascinose della statuaria, delle metope, delle stele funerarie e dei corredi e i doccioni leonini del tempo di Imera allineati nel cortile dell’Agorà.

Si guarda e si ascolta il silenzio interrotto dalle poche voci discrete e dal mormorio dell’acqua della fontana che ha ripreso a zampillare. Si torna verso la sala delle Tavole di Entella e dei sarcofagi antropomorfi della Cannita.

La famosa Pietra di Palermo, frammento della grande lapide di diorite nei cui caratteri geroglifici si leggono i nomi delle prime dinastie dei faraoni egizi , merita di essere maggiormente valorizzata e sarà collocata diversamte – dice Caterina Greco – per la sua importanza storica e per la particolare vicenda che la ha condotta qui nel nostro Museo insieme ai reperti punici che rappresentano le culture più antiche del Mediterraneo.

La visita potrebbe continuare ancora ma il rispetto dei tempi non lo consente perché altre persone attendono per il oro turno.Si tornerà un’altra volta per altre visite che diventino consuetudine per tutti i palermitani e stimolante esperienza conoscitiva per i turisti che torneranno

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