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Palermo

Secondo le sigle non è stato rispettato l'accordo

Amap, i sindacati: “Paralizzato lo sviluppo della società”. Terrani (Mov139): “Pronti al confronto”

24 Marzo 2019

Le segreterie territoriali di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil Palermo esprimono “forti preoccupazioni dopo le assemblee dei lavoratori e denunciano il mancato rispetto dell’accordo sottoscritto il 5 novembre 2018 che avrebbe dovuto sanare una condizione di precarietà gestionale interna e nel servizio reso nei 34 Comuni gestiti da Amap nell’Area Metropolitana”.

Colpa di numerosi atti da parte del servizio Partecipate del Comune di Palermo che paralizzano lo sviluppo della società e nelle attività quotidiane – proseguono i sindacati – L’accordo prevede automatismi e passaggi contrattuali, il passaggio al full time dei lavoratori ex Aps, l’aumento dei permessi per il personale ex Amia, tutto ciò chiedendo delle rinunce agli stessi lavoratori per rientrare nei parametri economici imposti dall’azienda. Dopo mesi di serrate trattative, i sindacati ne hanno riscontrato il mancato rispetto. L’Amap necessita di una vera e funzionale riorganizzazione anche attraverso un confronto costruttivo con le organizzazioni sindacali che sono un valore aggiunto. Tale riorganizzazione deve iniziare con l’improcrastinabile avvio della selezione del direttore generale”.

Senza risposte e a tutela dei lavoratori e della cittadinanza siamo pronti a intraprendere azioni di protesta“, concludono i sindacati.

A questo proposito è intervenuto il consigliere comunale capogruppo del Mov139, Sandro Terrani, che ha detto “Come già fatto in precedenza su altre tematiche Amap in effetti l’Ufficio Società Partecipate è andato oltre le loro competenze, infatti la manovra non sarebbe dovuta passare neanche da codesto ufficio, bensì dall’assemblea dei soci Amap, così come già effettuato da altre società partecipate del Comune di Palermo”.

Ho già informato il sindaco della vicenda e non mancherà certamente il confronto tra le organizzazioni sindacali e l’Amministrazione attiva” ha concluso Terrani.

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Cultura
di Renzo Botindari

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