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Palermo

Scontro sui conti dell'Amat

Amat. Figuccia: “Quadro allarmante, i conti non tornano. Altro che tram…”

2 Ottobre 2017

“Tra le aziende partecipate, ad essere in un momento di difficoltà finanziaria, sicuramente l’Amat è al primo posto, malgrado il paventato piano di progettualità e di sviluppo che il suo presidente ha illustrato in consiglio comunale”.

Questa la denuncia della consigliera comunale, Sabrina Figuccia (gruppo misto), in riferimento alla relazione esposta, questo pomeriggio, in consiglio comunale dal presidente dell’Amat, Antonio Gristina, sullo “stato di salute” dell’azienda di via Roccazzo.

“Gristina – ha aggiunto Figuccia – ha parlato di recupero di produttività e di rinnovo del parco rotabile attraverso varie forme di finanziamento, senza purtroppo specificare quali risorse utilizzare e da dove prenderle. Inoltre, sono emersi gli stessi dati che, invece, rappresentano a mio avviso, una reale e seria fonte di preoccupazione“.

“Il bilancio del Comune di Palermo – ha continuato la consigliera – si presenta decisamente allarmante, perchè i conti non tornano, con particolare ricaduta sulle partecipate e soprattutto sui servizi ai cittadini al momento assolutamente carenti. Scelte a mio avviso poco opportune, come la realizzazione del tram, immaginando che i costi sarebbero stati sostenuti attraverso la Ztl, e che, adesso, si presentano in tutta la loro durezza. Ma a pagarne il conto sono sempre i cittadini. Senza considerare, inoltre, lo stato di sofferenza economica che impedisce, proprio all’Amat, di pagare gli stipendi ai propri dipendenti”.

La consigliera, infine, si è ulteriormente soffermata sulla situazione economica dell’azienda che a suo dire, “chiude il proprio bilancio con un palese squilibrio economico, che comporterebbe il gravissimo rischio di non potere più garantire i servizi come previsto dal contratto e, in un’ipotesi estrema, che spero non si verifichi, al fallimento della stessa Amat.

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Atteso quanto diceva il buon Bracardi quando asseriva che “l’uomo è una bestia”, nella sua bestialità questi sbaglia sempre allo stesso modo, pertanto, la memoria non deve essere soltanto rancorosa, ma deve servire per capire e andare avanti per non commettere gli stessi errori. Il perdono è un'altra cosa.