Amata: "Il miglior sindaco appartiene a Messina non ai tavoli. E non è l'anti Cateno" :ilSicilia.it
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verso le elezioni

Amata: “Il miglior sindaco appartiene a Messina non ai tavoli. E non è l’anti Cateno”

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22 Marzo 2022

“Sono dell’idea che il nostro unico obiettivo deve essere quello di governare Messina a testa alta, con il miglior candidato non il candidato anti-De Luca. Messina è la mia città dobbiamo scegliere il migliore, quello all’altezza del compito. Una persona che vive la città, che la incontri se passeggi nel Viale o se sei a Bisconte, che conosca i quartieri e i villaggi”. Elvira Amata, capogruppo Ars dei Fratelli d’Italia, è stata la prima, un mese fa a lanciare l’appello agli alleati per iniziare a discutere. Oggi, dopo una serie di incontri più o meno ufficiali ed una decisione che non appare imminente, ribadisce un concetto basilare: i nomi non devono fare il percorso dall’alto verso il basso ma viceversa.

IL CANDIDATO APPARTIENE ALLA CITTA’

Io non entro nel merito dei nomi finora usciti che ritengo tutti ottimi-prosegue la deputata regionale- ma voglio parlare di metodo. Sul nome di un candidato sindaco ci deve anche essere quel sentire comune. Appartiene alla città non ai tavoli. Devi capire il sentire dei cittadini, dei consiglieri comunali e di circoscrizione che dovranno poi spendersi per lui nel territorio. Se vado al bar a prendermi un caffè il nome di quel candidato lo devono conoscere. Possono essere favorevoli o contrari ma deve essere qualcuno che in questa città venga avvertito come uno di noi non come un corpo estraneo. Quando mi si dice puntiamo ad una candidatura civica io sono d’accordo. Però ricordo a tutti che le candidature civiche nascono appunto in città, dai movimenti civici. Non nascono nei tavoli dei partiti. Franco Provvidenti è stata una candidatura civica, nata e sostenuta dai movimenti. Renato Accorinti è stata una candidatura civica”.

I MOVIMENTI CIVICI

Sia per Provvidenti che per Accorinti la genesi della candidatura è stata quella dei movimenti. Per Accorinti lo stesso nome del movimento era Cambiamo Messina dal basso. Fare il percorso inverso significa non tenere in considerazione il fatto che i messinesi la vivrebbero non come frutto di movimento spontaneo e civico ma come conseguenza di decisioni prese a tavolino.

IL MIGLIOR CANDIDATO

“Il candidato civico nasce attorno ad un movimento in cui la gente si riconosce e non il contrario. Io penso che se riusciremo a trovare il candidato migliore, pronto a metterci la faccia allora il tempo lo recuperiamo. Tutti noi stiamo lavorando alle liste, non è vero che stiamo perdendo tempo. Non dimentichiamo che Messina non è sganciata da logiche regionali ed è giusto che se ne parli tutti insieme in un clima di condivisione”.

IL VERTICE DI GIOVEDI’

Il tavolo di centro destra tornerà a riunirsi giovedì pomeriggio. Nel frattempo il centro sinistra potrebbe aver individuato il nome del candidato o della candidata, sebbene anche in questo caso ci sono diverse anime da far convivere. L’idea del campo largo è stata scartata ma ci sono ancora forti tentazioni che mirano a individuare una figura che possa piacere anche sull’altro versante (sia al primo che al secondo turno). Non si possono escludere quindi divisioni sia nell’una che nell’altra coalizione e addiii (o arrivederci alle regionali).

Restando nel centrodestra il nome di Maurizio Croce, proposto da Beppe Picciolo e Luigi Genovese (con il benestare di Miccichè e di Musumeci) ha incontrato gli stop della Lega con Minardo che ha lanciato il nome di Nino Germanà e di Fratelli d’Italia che però al momento non ha ufficializzato alcuna indicazione. Col passare dei giorni è sempre più chiaro che la candidatura di Croce andrà sfumando anche perché fino a questo momento non c’è alcun partito che se la sia intestata.

“Ripeto- conclude Elvira Amata- è ascoltando quel che dice la gente che possiamo decidere, non restando chiusi in una stanza”

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