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Palermo

Sequestrata l'area

Ambiente: amianto e sfabbricidi. Scoperta bomba ecologica alla foce dell’Oreto

22 Dicembre 2017

PALERMO. Il dubbio adesso si è tramutato in certezza. Nei mesi scorsi avevamo raccontato in esclusiva la presenza di amianto, rifiuti industriali cancerogeni e sfabbricidi lungo la Costa Sud, precisamente all’altezza dell’ex mammellone di Acqua dei Corsari. A causa dell mareggiate la costa è stata erosa, e l’acqua ha fatto riaffiorare rifiuti speciali, potenzialmente pericolosi per la salute pubblica. Avevamo documentato le paure dei residenti di via Messina Marine che sostenevano alti tassi di morte per tumore tra gli abitanti della zona. Infine a seguito delle segnalazioni l’Arpa e la Capitaneria di di porto si erano attivate per effettuare campionamenti e analisi. L’ipotesi che emerse era di portare gli atti alla procura.

Oggi, sempre sullo stesso litorale, poche centinaia di metri prima, all’altezza della foce del fiume Oreto, una nuova amara scoperta.

Gli agenti della Polizia municipale di Palermo hanno sequestrato un’area di 5 mila metri quadrati alla foce del fiume Oreto utilizzata dalla ditta “La Cala scarl” quale deposito di tubi per la realizzazione del nuovo collettore fognario di Palermo.

Gli agenti, a seguito di un incendio di probabile origine dolosa avvenuto la scorsa estate (dove fu ritrovato pure un cadavere in decomposizione, sotto la FOTOGALLERY), hanno effettuato controlli accorgendosi che nell’area vi sono lastre di amianto sbriciolato e rifiuti di vario genere.

Le mareggiate di questi giorni hanno provocato erosioni nel terreno, portando alla luce i rifiuti. Si sospetta che l’area sia utilizzata da decenni per scaricarci rifiuti di ogni genere, dagli sfabbricidi del sacco di Palermo ai residui industriali dei giorni d’oggi, e successivamente spianata. Se le ipotesi degli investigatori risultassero vere, rimarrebbe il problema della bonifica, in quanto l’area di proprietà della Fincantieri e del Demanio marittimo è stata ceduta al Comune, che a sua volta l’ha data in concessione alla ditta “La Cala”.

Adesso bisogna capire chi dovrà bonificarla.

Proprio lunedì scorso, il noto videomaker e documentarista palermitano Igor D’India, ha pubblicato un video che sta spopolando sui social network, in cui auspicava il rilancio dell’Oreto, “da fogna all’Unesco”

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