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Anche io giro in maglioncino blu

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27 Luglio 2018

Carissimi,
siamo certi che ognuno di noi lavori per costruire qualcosa? Vogliamo negarci l’esistenza dei demolitori dei progetti altrui? E tra questi costruttori, quanti lavorano per costruire qualcosa che sia oggettivo e non soltanto soggettiva vanagloria?
Parole come “leader” o “manager” di ceppo inglese, sono state spesso mal associate a termini locali come “capo”, “padrone”, addirittura “tiranno”. Sono vive in noi le memorie di frasi del tipo: “si fa come dico io, finché comando io”.
Purtroppo ci sempre tante pecore che hanno bisogno di seguire un cane che abbaia, ma non tutti i cani che abbaiano, sono leader o manager, anzi…
Prendete un signore di mezza età con un maglioncino blu chiamato da chi ha i “soldi da generazioni” e che oggi si trova con le “pezze nel culo” e costretto a socializzare le perdite, questo signore avendone la possibilità, giunge dietro la propria scrivania e dice: “stiamo fallendo, o diamo una svolta drastica e seguiamo un percorso virtuoso o me ne torno a leggere i miei libri di filosofia”.
Apriti cielo, ma dopo che il cielo si è aperto, trattandosi di una proprietà privata costui riceve mandato pieno a non farsi scrupolo di nulla, pur di non far fallire l’azienda di famiglia e trattandosi di un manager e non di un “afferra cazzi ntall’aria” frequenti alle nostre latitudini, la favola va a lieto fine anche se non vissero tutti felici e contenti.
Eh sì! Ci sono cose che nascono male, perché non dovrebbero nascere, essendo soltanto frutto di furbate (spesso) o di strategie malsane che finiscono per essere come quelle piante che piantate in zone dove non possono attecchire o esposte male al sole, prima o poi muoiono e allora se questi errori sono stati fatti, bisogna prendere decisioni, spiacevoli e drastiche.
Queste favole avvengono nel privato!
Nel pubblico questo signore dal maglioncino blu sarebbe rimasto stritolato da mediocri burosauri dopo poco tempo, non solo, a fine mese guardatosi la busta paga avrebbe detto come un mio carissimo Amico che fece politica quando c’era (perché c’è stata credetemi) la “fantasia al potere”: “A mia chi minchia minni futti!” Francesismo tradotto in “non sono io il padrone del cane” o “chi me lo fa fare?”
Come si parla di “spending review” in certe amministrazioni se lo “spending” è la base del consenso?
L’unica differenza che porterà alla fine a breve di questi moderni peronisti è il fatto che prima lo “spending” era “ppi tutti” ora da qualche tempo è diventato per “quattro amici al bar” e gli altri sono rimasti a guardare.
Quante volte lo abbiamo detto, non siamo un paese serio, abbiamo costituito scatolette a partecipazione pubblica per inserire gli amici, gli amici degli amici e le amanti degli amici degli amici, mentre per i figli avevamo sogni più grandi facendoli studiare all’estero.
Abbiamo fatto porcate per gli amici e poi le abbiamo sanato dicendo che da quel momento in poi, sarebbe stato valutato solo il merito, a partire da quello acquisito ingiustamente da chi non aveva alcun titolo e si è preso questo vantaggio… e quando lo recuperi, se mi si viene sempre a parlare della giusta circostanza che ormai non ci sono più soldi per poter prendere provvedimenti?
Vengo dall’atletica leggera dove il baro, una volta scoperto veniva squalificato e privato di tutti i premi, ma chi dovrebbe far tutto ciò, se il “capo” spesso è anche il “capo dei bari?”
Ma avete mai visto un sistema marcio che si autoregola dall’interno, facendo sì che si auto-castrino tutti i privilegi? Il signore con il maglioncino blu è dovuto arrivare dall’esterno senza guardare in faccia a nessuno e alla fine, rimossa la parte “guasta” del sistema, messa a produrre anche una “dirigenza” fino a quel punto auto-referenziata ha fatto sì che alla fine tutti ne vedessero i vantaggi e risultati. Ecco perché questi “giovani dilettanti della politica” così come li definiscono gli avversari, fanno paura a tutti mettendo mano ai tagli e agli sprechi. Sono in molti alla finestra ad osservare il “fino a che punto” essendo il “benaltrismo” un concetto che non li fotte più.
botindari socialMa di persone del genere (con il maglioncino blu), ne nascono uno ogni chi sa quando, di “piccoli” peronisti ne sono piene le pagine gialle, ma anche lì se fossero state figure come il Peron (con la P maiuscola) almeno avrebbero avuto accanto persone come Evita, e non persone del tipo “evitiamo vaa…”.
Onore al merito, di un maglioncino irriverente e spesso fuori luogo.

Un abbraccio Epruno

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