Anoressia, accettazione o rassegnazione? La testimonianza :ilSicilia.it

il racconto

Anoressia, accettazione o rassegnazione? La testimonianza

di
9 Gennaio 2021

In questo articolo riportiamo la testimonianza di una ragazza di 23 anni che ha vissuto l’anoressia e che ha voluto lanciare un messaggio attraverso il nostro giornale raccontando la sua esperienza. 

Fino a qualche anno fa, il mio corpo lo disprezzavo. Tutte quei centimetri di pelle sembravano stringersi intorno a me, soffocandomi. Quindi, quale soluzione migliore se non diminuire la stazza di quel corpo che, ero sicura, mi stesse tenendo prigioniera?

Inizialmente ambivo solo ad essere accettata, non più vista come “l’amica di” o “quella che ha amiche belle”. Successivamente ho cercato non solo approvazione ma anche consensi, perché pensavo che sarei stata meglio con me stessa se mi fossi sentita desiderata finalmente da qualcuno. Non è stato così e non è così neanche adesso, ora che dovrei essere cresciuta. Perché un commento positivo non è che una goccia in un oceano di insicurezze.

A volte affermiamo con convinzione di esserci finalmente accettati, magari per un po’ ci crediamo davvero. Cercando, forse, di convincere più noi stessi che gli altri. Tuttavia, è solo questione di tempo prima che succeda qualcosa che faccia traboccare quel vaso di cui, evidentemente, non ci eravamo mai realmente disfatti. L’avevamo nascosto ed ignorato ma mai dimenticato. Alle insicurezze infatti non ci si rassegna e tantomeno si sopravvive.

L’errore sta in questa nostra arroganza. Come nel pensare che sia necessario possedere quella che chiamano “bellezza oggettiva” per poter essere apprezzati. Chi lo stabilisce cosa è bello e cosa no? Perché io in primis ho la presunzione di dire ad un ragazzo che potrebbe avere di meglio? Che dovrebbe volere qualcuno più attraente, per esempio, di me.

Il mio voler bene a me stessa è iniziato di recente e ammetto che, a tratti, risulta stancante e faticoso a livello non solo psicologico ma anche fisico. Ci sono ancora giorni, più di quanti vorrei, in cui mi faccio così schifo da non volermi nemmeno alzare dal letto. Tuttavia, sto imparando a sentirmi bella e non quando qualche ragazzo su Instagram fa degli apprezzamenti sul mio fisico ma nel momento in cui, per esempio, la mia sorellina mi corre incontro perché le sono mancata. Mi sento bella quando il ragazzo che mi piace sorride imbarazzato, perché ho detto qualcosa di carino senza accorgermene. Mi sento bella quando un’amica dice che con me non si sente mai giudicata.

E mi sento bella, soprattutto, quando sorrido dopo aver pianto per ore pensando a quanto sia difficile apprezzarmi.

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