Appalti e mazzette, inchiesta sul porto di Augusta. Un arresto per corruzione :ilSicilia.it
Siracusa

L'operazione della Guardia di Finanza di Siracusa

Appalti e mazzette, inchiesta sul porto di Augusta. Un arresto per corruzione

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16 Febbraio 2017

La Guardia di Finanza di Siracusa ha eseguito stamani un’ordinanza cautelare che ipotizza il reato di corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio nell’ambito di una indagine su un appalto dell’Autorità portuale di Augusta. La gara al centro dell’inchiesta è quella per l’aggiudicazione dei “servizi ingegneria per la redazione della Vas a corredo del piano regolatore”. Sono state svolte perquisizioni anche a Malta dove, secondo l’accusa, erano state create diverse società “fantasma”. L’operazione rappresenta l’esito di complesse e articolate indagini del Nucleo di Polizia Tributaria delle Fiamme gialle coordinate dal procuratore capo di Siracusa, Francesco Paolo Giordano, e dirette dai sostituti procuratori Tommaso Pagano e Margherita Brianese.

I dettagli dell’operazione sonostati resi noti poco fa, durante una conferenza stampa del procuratore Giordano al Palazzo di Giustizia. Con l’accusa di corruzione è stato arrestato Nunzio Gaetano Miceli, 57 anni, ingegnere siracusano, titolare della società Tecnass srl in contrada Targia a Siracusa. Secondo l’inchiesta, il prezzo della corruzione pattuito sarebbe stato di 330.000 euro. Miceli avrebbe corrotto un commissario di gara dell’appalto bandito dall’Autorità portuale di Augusta sui servizi di ingegneria per la redazione della valutazione ambientale strategica a corredo del piano regolatore. Un appalto inizialmente del valore di 1.810.000 euro che subito dopo la sua aggiudicazione, avvenuta con la procedura del ribasso a 751 mila 986 euro, sarebbe stato esteso, nelle intenzioni di Miceli, ad oltre 5 milioni di euro senza ricorrere ad altra gara pubblica.

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Le indagini, dirette dai sostituti procuratori Tommaso Pagano e Margherita Brianese, avrebbero accertato che Miceli nel luglio 2013 si era assicurato l’inserimento di un corrotto quale membro della commissione di gara e si era adoperato per ripagarlo con una consulenza da 330.000 euro nell’ambito di un altro appalto sempre nel porto di Augusta. Miceli, insieme ad altri due indagati, soci dello studio Tecnass, aveva creato tre società a Malta con l’unico scopo di far confluire i soldi degli illeciti. Il gip Giuseppe Tripi ha disposto il sequestro preventivo nei confronti della Tecnass. Il nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza ha iniziato le indagini nei primi mesi del 2015 con perquisizioni e accertamenti bancari nei confronti di oltre 25 tra società e persone fisiche. La Procura ha attivato lo strumento della cooperazione giudiziaria internazionale per l’acquisizione di documenti anche a Malta.

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