Archeologia: anfore e fossili scoperti nel Palermitano :ilSicilia.it
Palermo

erano pronti per il mercato nero

Archeologia: anfore e fossili scoperti nel Palermitano

10 Dicembre 2018

Due anfore puniche e resti di un fossile (presumibilmente appartenente alla famiglia dei delfini) sono stati trovati dalla guardia costiera a Porticello nel palermitano, pronti per essere venduti illegalmente.

I frammenti delle anfore saranno prese in consegna dalla soprintendenza del mare dell’assessorato regionale dei Beni Culturali e di Palermo per gli approfondimenti scientifici, mentre il resto del fossile di delfino sarà consegnato, per i successivi studi tecnici di settore, al museo di paleontologia e geologi Gemmellaro presso l’Università degli studi di Palermo.

“La Guardia Costiera – si legge in una nota – ricorda che in caso di rinvenimenti a mare di reperti archeologici si è invitati a prendere immediatamente contatto con gli Uffici marittimi locali per l’attivazione delle relative procedure di recupero e che anche la semplice asportazione per uso personale integra illecito sanzionato penalmente”.

Tag:
Blog
di Renzo Botindari

“Loro non Cambiano”

Quello che ancora oggi mi sconvolge guardando la pubblica amministrazione (la cosa pubblica in genere) è l’incapacità di fare pulizia e giustizia, eppure la cosa pubblica siamo noi.
Wanted
di Ludovico Gippetto

La Fontana di Ventimiglia… va a ruba!

A Ventimiglia di Sicilia, un piccolo comune della provincia di Palermo che conta 2.200 abitanti, in una notte del 1983 nessuno si è accorto di strani movimenti attorno ad una fontana...
LiberiNobili
di Laura Valenti

Arrabbiarsi non è un male

La rabbia fa bene quando dà la motivazione, la spinta vitale verso l’evoluzione, altrimenti diventa espressione di una tragica considerazione di se stessi sia da parte dell’individuo sia da parte dell’interlocutore.
Sanità in Sicilia
di Salvatore Corrao

Cos’è la Medicina interna e perché può essere una risorsa per il Sistema sanitario nazionale

Un grande maestro il professore Giacinto Viola scriveva sul suo trattato di Medicina Interna del 1933: “in Clinica tutto è improvvisazione, caso per caso, e gli ammalati così diversi sempre, anche quando hanno la stessa malattia, sono poi così mobili nei loro sintomi e fatti obiettivi, che spesso ciò che di essi si dice alla sera non è più vero al mattino”.