19 Agosto 2019 - Ultimo aggiornamento alle 08.01

l'assessore all'Economia spiega la posizione del Governo

Armao: “La Regione ha chiesto 284 milioni più altri 100 per le ex Province”

6 Giugno 2019

“Come ho avuto modo di precisare nel corso della riunione odierna, la Regione ha chiesto 284 milioni di euro più altri 100 milioni di euro e in ogni caso è emerso dal confronto con il Ministero dell’Economia ed in particolare con il sottosegretario Villarosa che queste risorse non erano disponibili se non nell’importo di 140 milioni di euro. Ogni altra ipotesi resta tale”. Così l’assessore all’Economia, Gaetano Armao interviene sulla questione della crisi delle ex Province. 

L’ulteriore fabbisogno delle ex Province – spiega Armao – è stato determinato dalla Sezione Autonomie della Corte dei Conti – nell’audizione alla Commissione Bilancio della Camera in 100 milioni e tanto stiamo trasferendo. Il Governo Musumeci dal dicembre 2017 si sta impegnando per avere ben piu che 350 milioni in favore delle ex province e continueremo a farlo nel dibattito parlamentare con l’auspicato concorso di tutti”.

Prosegue, intanto, il confronto del governo Musumeci con gli amministratori locali dell’Isola. A Palazzo d’Orleans si è tenuto un nuovo incontro tra esecutivo e Consiglio regionale dell’Anci, guidato da Leoluca Orlando. Primo tema trattato in queste ore proprio il recente accordo raggiunto dalla Regione con lo Stato per trasferire subito alle ex Province siciliane cento milioni di euro e scongiurarne quindi il default.

L’obiettivo di questa interlocuzione che da tempo portiamo avanti con Roma – ha spiegato in una nota il presidente Nello Musumeci – rimane senz’altro il trasferimento pieno della finanza locale alla Regione che ci permetterà di affrontare in prima persona il tema della distribuzione delle risorse ma, nel frattempo, abbiano ottenuto il massimo. E d’altronde, è stata la stessa Corte dei conti a giudicare sufficiente questo budget per coprire il fabbisogno dei nostri enti intermedi per il 2019». «A settembre, così come ha confermato il ministro Lezzi – ha aggiunto l’assessore Armao – potrebbero esserci ulteriori disponibilità finanziarie da parte del governo centrale. Questo è soltanto un intervento-ponte, nulla che possa considerarsi definitivo o a regime».

Nodo della questione rimane la mancata piena applicazione nell’Isola della legge Delrio, per la quale a livello nazionale si va, comunque, verso una modifica affidata a un Tavolo tecnico al quale il governo Musumeci ha chiesto e ottenuto di partecipare. E a proposito della Delrio, Musumeci ha voluto provocare una riflessione nei sindaci presenti. «Nel momento in cui si imbocca la strada della demolizione delle Province – ha chiesto il governatore – siamo sicuri che i Comuni saranno in grado di sostenerne le competenze? Continuiamo a pagare le conseguenze di un quinquennio in cui si è voluto distruggerle, senza creare un’alternativa, anni di inerzie e di irresponsabilità che hanno condotto a questo disastro».

“L’Anci – ha detto il suo presidente Leoluca Orlando – «ha apprezzato e preso atto del percorso positivo avviato dal governo regionale“, nel quale l’Associazione dei Comuni sembra tuttavia intenzionata a intervenire direttamente avanzando a Palazzo Chigi una richiesta ufficiale per aumentare le risorse fin qui concesse. Oltre ad Armao, all’incontro erano presenti anche gli assessori alle Autonomie locali Bernardette Grasso, all’Istruzione Roberto Lagalla e all’Energia Alberto Pierobon. Si è parlato anche delle problematiche relative al Sistema integrato dei rifiuti e alla riscossione della Tari. «L’eredità del passato – ha spiegato Musumeci – è pesantissima, con un miliardo e 149 milioni di debiti. Se vogliamo voltare pagina serve il coraggio di tutti, allineandoci alle grandi Regioni del Nord e obbligando ogni territorio a gestire direttamente i rifiuti che produce, senza che questi vengano mai più trasferiti in altri luoghi».

Il governatore ha ricordato l’impegno del suo esecutivo sul fronte degli impianti pubblici finanziati di recente. E riferendosi al disegno di legge già esitato dalla Commissione e pronto per l’Aula, ha ribadito che «in quella sede potrà ricevere nuovi contributi ed essere migliorato». Per quanto riguarda l’incasso delle tariffe, il presidente della Regione ha spiegato che «si sta lavorando affinché Riscossione possa occuparsi, in raccordo con l’Anci, anche di questi tributi per conto dei Comuni. Arrivare a una quota del settanta per cento rispetto al trenta attuale, significherebbe fare già un grande passo in avanti». Governo della Regione e Anci Sicilia torneranno a incontrarsi prossimamente. Tra gli argomenti in calendario, la polizia locale, i Piani comunali di protezione civile, le migliaia di pratiche di sanatoria danni giacenti negli uffici, ma anche la governance del Sistema idrico integrato e le prospettive legate al federalismo differenziato.

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