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Palermo

l'intervista

Armetta neo presidente Consulta libere professioni: “Amplificare posizione di ordini” CLICCA PER IL VIDEO

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24 Giugno 2022

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IlSicilia.it ha intervistato l’avvocato Antonello ArmettaPresidente del COA Palermo, rappresentando 5200 avvocati e tutti i praticanti del capoluogo siciliano.  Si parla di programmi e di attività in itinere, di prospettive future per la libera professione, evidenziando lo stato di salute delle categoria che affronta alcune difficoltà. Ma anche del nuovo incarico: l’avvocato palermitano è il neo presidente della Consulta per le libere professioni presso la Camera di Commercio Palermo -Enna.

Adesso ci attende un’altra sfida che è quella di rispettare il ruolo degli ordini e delle professioni, perché la Consulta non deve contrapporsi allo svolgimento delle loro attività, ma deve avere una funzione di coordinamento o di riunioni su tematiche specifiche importanti. Per me, la Consulta deve avere l’obiettivo di amplificare la posizione dei singoli ordini”.

Sullo svolgimento dell’attività forense, non si può non accennare all’emergenza sanitaria da Covid 19 che ha privato la libera professione non solo di un reddito, ma della stessa possibilità di lavorare. Dopo le riaperture il prezzo da pagare è stato più alto: la scarsa circolazione della ricchezza del nostro territorio ricade, principalmente, sui prestatori di servizi, cioè gli avvocati.

Infatti, il COA vuole puntare al rilancio dei servizi da garantire agli iscritti per agevolare l’attività professionale dei colleghi, attenzionando le esigenze delle donne e la maternità, e dunque le mamme avvocato, ma valutando anche ogni altro intervento che possa migliorare le condizioni lavorative dell’avvocatura. Intanto, massimizzando le risorse interne dell’Ordine: 300.000 euro risparmiati tagliando spese non indispensabili, e investendoli in attività.

Stiamo cercando di aiutare i colleghi in un momento difficile, che è quello derivante dalla pandemia, ma che deriva anche dalle difficili condizioni in cui l’avvocatura versa da molti anni – sottolinea Antonello Armetta, Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Palermo – . E lo stiamo facendo cercando di investire sulle attività per facilitare i colleghi, penso ai baby parking con i quali abbiamo cercato di tutelare la genitorialità, e quindi la funzione degli avvocati madri e padri, e garantendo un servizio a titolo gratuito attraverso il quale i nostri colleghi potranno lasciare i loro bambini piccoli, fino a 6 anni”. E non solo, perché “Stiamo cercando di investire per soddisfare le esigenze dell’avvocato, ad esempio l‘internazionalizzazione della professione forense, intesa come esportazione delle competenze, e attraverso i rapporti con le istituzioni europee ed extra-europee stiamo cercando di aprire nuovi sbocchi lavorativi per i colleghi. Penso anche alle borse di studio per i praticanti, che parteciperanno al corso obbligatorio per l’accesso alla professione. Una novità entrata in vigore dal primo aprile. Queste borse di studio che noi stiamo offendo agli studenti più meritevoli verranno pagate dall’Ordine, e gran parte di questo corso è pagato dall’Ordine, grazie all’avanzo di gestione che abbiamo avuto”.

Il programma del COA ha come obiettivo centrale anche la formazione dei giovani che si accingono alla pratica della professione forense, ma è è altrettanto importante educare le nuove generazioni allo studio del diritto, rafforzandone la didattica all’interno delle istituzioni scolastiche. “Mi riferisco ai giovani praticanti avvocati e a coloro domani diventeranno avvocati, quindi parlo dei rapporti con l’Università e con la scuola – aggiunge l’avvocato Armetta – Vogliamo portare il sapere giuridico con delle attività pratiche”, e da questo punto di vista “c’è un gap enorme tra le università del Sud e quelle del Nord-Italia, che vogliamo ridurre e lo facciamo attraverso un’apposita commissione. Per quanto riguarda il mondo della scuola, vogliamo portare una cultura civica: siamo convinti che, a partire dalle scuole, bisogna non soltanto iniziare a confrontarsi con il mondo del diritto, ma portare le competenze degli avvocati per sviluppare il senso civico e il rispetto delle regole da parte degli studenti”.

La formazione – afferma il presidente del COA Palermo – non deve essere soltanto tecnica, che ovviamente è necessaria, ma occorre anche quella deontologica, ma non perché gli avvocati siano scorretti, al contrario nel nostro Foro c’è un rispetto delle regole che non è secondo ad altri fori in Italia. Però, capita in alcuni episodi in cui il rispetto delle regole deontologiche non sia del tutto garantito. E allora, anche rispetto a questo aspetto di ripristino dei valori di colleganza che hanno caratterizzato l’avvocatura, specie di qualche decennio fa, bisogna intervenire spiegando che noi colleghi siamo tutti una grande famiglia, perciò dobbiamo investire”.

 

 

 

 

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