Ars, Grasso: "Pronto disegno di legge stabilizzazione 5mila precari" :ilSicilia.it

parla l'assessore alle autonomie locali

Ars, Grasso: “Pronto disegno di legge stabilizzazione 5mila precari”

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26 Maggio 2020

Il governo Musumeci ha predisposto il disegno di legge per la stabilizzazione di oltre 5 mila precari degli enti locali, tra i quali quelli in dissesto, e ha avviato un confronto con lo Stato per condividerne gli aspetti tecnici“.

Lo ha detto all’Ars, l’assessore regionale alle Autonomie locali, Bernardette Grasso, rispondendo a una interrogazione del capogruppo del Pd, Giuseppe Lupo.

Sul tema del precariato negli enti locali in Sicilia – scrivono in una nota Gaetano Agliozzo e Alfonso Buscemi della Fp Cgil, Paolo Montera e Mario Basile della Cisl Fp, Enzo Tango e Luca Crimi della Uil Fplsia il Governo regionale che le scriventi organizzazioni sindacali hanno profuso tanto impegno e determinazione per trovare soluzioni tecnico-finanziarie e legislative che portassero a percorsi di stabilizzazione certi. La legge regionale 1/2019, infatti, è l’ultimo intervento legislativo per il superamento del precariato in Sicilia e trova la piena condivisione sindacale e soddisfa le aspettative dei lavoratori. Molti comuni hanno tempestivamente dato piena attuazione alla normativa, procedendo alle stabilizzazioni dei lavoratori senza procedure concorsuali, ma per tanti altri comuni, invece, non si comprendono i motivi degli indugi“.

Per richiamare al rispetto della legge questi amministratori in ritardo sulle stabilizzazioni, Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl hanno chiesto all’assessore per la Funzione pubblica e gli Enti locali Bernardette Grasso di preparare una nota di chiarimento, così da dissipare ogni dubbio in merito all’impugnativa dell’articolo sui precari.

Dopo una legge apposita, una sentenza del Tar e una rinuncia all’impugnativa da parte dell’Avvocatura dello Stato – concludono i sindacalisti – è evidente che non ci sono più scuse. Nessun alibi per gli amministratori locali che ancora temporeggiano nell’incertezza invece di dare concreta attuazione alle stabilizzazioni, per garantire il pieno riconoscimento dei diritti a questi lavoratori che si trovano in un limbo ormai da troppo tempo“.

 

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