Ars: nodo lavoratori Asu, caccia ai fondi. Approvato il rendiconto 2019 :ilSicilia.it

la seduta parlamentare

Ars: nodo lavoratori Asu, caccia ai fondi. Approvato il rendiconto 2019

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29 Settembre 2021

All’Assemblea regionale siciliana, presieduta da Gianfranco Miccichè, i lavori d’aula non sono stati del tutto sereni. A scaldare subito gli animi la discussione della norma che prevede la decurtazione delle somme di 10 milioni di euro, già assegnate dalla Finanziaria, con la legge n.9 del 15 aprile 2021, a 4500 lavoratori Asu che in Sicilia svolgono attività socialmente utili.

Immediata la protesta in aula dei deputati di Sala d’Ercole, scaturite anche a seguito dell’impugnativa da parte del Mef dell’art. 36 della legge di stabilità regionale che ha dato parere negativo sulla stabilizzazione di tutto il bacino in questione, e quindi la possibilità di instaurare con l’amministrazione pubblica un rapporto di lavoro contrattualizzato e a tempo indeterminato.

“Una norma da far valere in sede romana”, hanno detto alcuni parlamentari durante il dibattito, chiedendo un atto di responsabilità politica unanime, trattandosi di precari storici degli enti locali siciliani, che da oltre 25 anni hanno garantito, con grande responsabilità, servizi ai cittadini a fronte di sussidi irrisori, pari anche a 590 euro al mese. Il taglio dei fondi destinati alla stabilizzazione di questa categoria, causerebbe anche la mancata integrazione delle ore lavorative, con il conseguente rallentamento degli uffici pubblici.

La Lega ha, però, posto una pregiudiziale sul ddl stralcio, e quindi sull’intero testo perché il regolamento non consente di farlo su una singola norma. La richiesta al governo, avallata in aula anche dal Pd, è quello di appostare in bilancio dieci milioni di euro per ore aggiuntive per gli Asu.

Il presidente dell’Ars ha spiegato che la norma sugli Asu è stata impugnata dallo Stato, quindi non si possono utilizzare i 5 milioni stanziati dall’articolo 36, ne tantomeno finanziare il capitolo con un emendamento. “Non si può agire in questo modo, a meno che il governo non intenda resistere alla norma impugnata dallo Stato”, ha detto Gianfranco Miccichè. Ma il governo Musumeci ha rassicurato le forze politiche, intenzionato a resistere alla presa di posizione del Cdm rispetto ai precari Asu, di fronte alla Corte Costituzionale. Tuttavia, davanti alle insistenze della Lega e alle richieste di Pd e M5s, affinché il governo trovi una soluzione, il presidente Miccichè ha ritenuto di dover sospendere la seduta per mezz’ora e a convocare la commissione Bilancio per cercare di trovare una sintesi.

Il governo regionale ha già da tempo avviato un tavolo tecnico a Roma, e a tal proposito è intervenuto il presidente della Regione, Nello Musumeci presente in aula. “Il governo nazionale, abbondantemente rappresentato, ha ritenuto di non dovere dare seguito alla nostra proposta di dare dignità e serenità, per un progetto di futuro, a migliaia di lavoratori. Certo se tutti ci fossimo impegnati a chiamare i nostri ministri, forse avremmo ottenuto qualche risultato in più, però. Il governo naturalmente si opporrà all’impugnativa del Cdm e fino all’ultimo sosterremo le ragioni di questi lavoratori. Se il presidente della Commissione bilancio e, ovviamente il presidente dell’Assemblea, è d’accordo, noi possiamo fare la sospensione. Ma davvero riteniamo che oggi sia prioritario chiedere al presidente della commissione di trovare 5 milioni per una procedura che ancora rimane sub iunice e che potrebbe definirsi verso la metà del prossimo anno, e non piuttosto in sede di bilancio con il concorso di tutti i capigruppo, facendo in modo che il capitolo possa non solo essere ripristinato, ma anche impinguato? Io non credo ci sia questa particolare emergenza, se c’è, e deve essere spiegata, perché i lavoratori Asu hanno bisogno di atti concreti, e questo parlamento e questo governo gli atti li hanno concretizzati e formalizzato, come ha fatto il governo nazionale, purtroppo”.

Musumeci chiarisce che il luogo maggiormente deputato in cui discutere della questione sia in sede di elaborazione del bilancio, per poter individuare senza fretta e senza dover scomporre altre situazioni già programmate e consolidate, o particolarmente bisognose in ordine di tempo. Ribadendo l’opposizione all’impugnativa,  il governatore dell’Isola ha evidenziato la difficoltà di trovare una soluzione in così poco tempo, suggerendo al Parlamento di attendere la prossima manovra di bilancio in modo da pianificare nel migliore dei modi il finanziamento per gli Asu.

Intanto, la commissione Bilancio dell’Ars e la Ragioneria generale della Regione faranno una ricognizione finanziaria per reperire i fondi necessari a potere garantire  l’integrazione delle giornate lavorative dei 4.500 precari Asu, rimasti scoperti dopo l’impugnativa statale della norma sulla stabilizzazione. Questa è la situazione emersa a conclusione del vertice dopo la sospensione della seduta parlamentare, rinviando l’esame del ddl stralcio.

Concluso il dibattito sugli Asu, il parlamento siciliano ha approvato con voto finale il bilancio consolidato della Regione Siciliana per l’esercizio finanziario 2019 e il ddl su disposizioni contabili, insieme al Rendiconto generale per il 2019, parificato dalle Sezioni riunite della Corte dei Conti. Nelle dichiarazioni di voto, M5s e Pd avevano annunciato posizione contraria.

Il deputato grillino Luigi Sunseri ha ricordato che il 7 ottobre la Corte si pronuncerà sul ricorso della Procura contabile che s’è opposta alla parifica. Antonello Cracolici del partito democratico ha invitato il governatore Musumeci a chiedere la sospensione della votazione finale del rendiconto “per evitare un conflitto istituzionale: è una questione politica non procedurale”. Fermo il presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè: “L’attività dell’Assemblea non viene condizionata dai ricorsi della Procura. Vi ricordo che il rendiconto è stato parificato dalla Corte dei Conti”.

 

 

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