Concessa la Sala De Seta. Maresco "Inaccettabile usarla per altro che non sia il cinema" | ilSicilia.it :ilSicilia.it
Palermo

Il Comitato Scientifico per la valorizzazione della Sala Vittorio De Seta ha concluso la valutazione dei progetti

Concessa la Sala De Seta. Maresco “Inaccettabile usarla per altro che non sia il cinema”

di
15 Dicembre 2016

Sono Institut Français, Associazione Culturale Lumpen, Associazione Culturale Sicilia Queer, Associazione Culturale SudTitles, Associazione Culturale Piccolo Teatro Patafisico e Associazione Artistica Culturale e Ricreativa Ziz che gestiranno il cinema Vittorio De Seta, la sala all’interno dei Cantieri Culturali alla Zisa. Almeno fino al prossimo 24 giugno, ultimo giorno previsto nel calendario delle attività.

Il Comune di Palermo ha infatti assegnato a queste sei realtà culturali locali – e legate al cinema – la programmazione della sala Vittorio De Seta, né un cinema, né uno spazio congressi: la “Sala”. Al netto dell’entusiasmo di poter finalmente “programmare” una serie di rassegne, festival e serate legate al cinema e alla storia del cinema, resta il problema della destinazione d’uso. “E’ un piccolo passo in avanti ma il problema resta – spiega Francesco Guttuso, di Lumpen – E’ un cinema, ma non è un cinema a livello giuridico perché nessuno si prende la briga di cambiare la destinazione d’uso e ci si chiede se dietro non ci sia una volontà politica o di convenienza. L’amministrazione tende un po’ forse a snobbare l’arte cinematografica rispetto al teatro“. A presiedere spiritualmente l’associazione Lumpen, a guidarla e a ispirarla c’è Franco Maresco. Si dice contento della graduatoria e dell’assegnazione ma di fatto la sala De Seta resta uno stanzone al pari della sala Perriera o delle Tre navate, altri luoghi dei Cantieri, forse in più, al suo interno ci sono diversi milioni di strumentazione “Non ancora obsoleta, ma già vecchia – sottolinea Maresco – E’ lì da quando la sala è stata inaugurata diversi anni faIl problema è che noi, tutti noi e non solo Lumpen, abbiamo tenuto desta l’attenzione su questa sala e siamo stati gli unici. La città nel suo insieme la conosce ma non si è impadronita di questo luogo, non ci sono bar o altro per pensare di farne un luogo per la comunità: è un posto che deve essere reso ospitale, un posto in cui la gente andrebbe sapendo di trovare accoglienza. Solo se questo si metterà a punto il Comune potrà mettersi la medaglia“.

Franco Maresco
Franco Maresco

Ma parliamo di un posto che tutti conoscono come “cinema” ma che in effetti non ha la “dignità di sala cinematografica“, per usare le parole del regista di Belluscone e Cinico Tv. “A Palermo il cinema è sempre stato una Cenerentola: si parla tanto di teatri e musica, di fondi e liberazioni, ma il cinema è sempre stato latitante – continua – questa sala è alla pari per pubblico con la Cineteca di Bologna quando parliamo di una programmazione storica o di carattere ed è inaccettabile che venga usata per altro che non siano proiezioni. Spesso viene occupata per giorni e giorni da congressi medici o incontri di ordini professionali”. In occasione della proiezione di Pugni in Tasca e della conversazione pubblica tra Maresco e Marco Bellocchio, appena fuori dalla sala “C’erano degli ambientalisti che vendevano varie cose, avevano montato baracchini e avevano messo la musica – racconta – facevano un casino terrificante. Non c’era e non c’è un responsabile al quale rivolgersi, un referente che possa mediare, siamo dovuti andare a dire agli ambientalisti che ci era impossibile andare avanti e loro, da persone bene educate, hanno capito e sono andati via. Se non fossero state persone carine sarebbe finita chissà come, forse a pietrate. Quando siamo andati all’ufficio del Comune per chiedere spiegazioni i dipendenti si guardavano l’un l’altro senza proferire parola“. Il passo in avanti, con tanto di calendario, c’è stato. “Ma chi vivrà vedrà – conclude Maresco – se effettivamente a queste decisioni seguiranno concretamente operazioni e interventi che finalmente faranno transitare questo cinema – che è pronto da anni –  verso un suo utilizzo solo come cinema, con continuità. Ma son cose da sviluppare con competenza: cosa che latita spesso in questa città e finché non vedo non credo”. 

de-setaIl calendario. Dai primissimi di gennaio e fino al 24 giugno la sala De Seta ospiterà l’Institut Français con la rassegna “Cinemardì” e il festival “Rendenz Vous”, l’Associazione Culturale Lumpen con “Il Cinema Ritrovato a Palermo 2017”, l’Associazione Culturale Sicilia Queer torna con il “Sicilia Queer FilmFest 2017”, l’Associazione Culturale SudTitles organizza la rassegna cinematografica “Escod’inverno”, l’Associazione Culturale Piccolo Teatro Patafisico propone “Sorsi Corti XI edizione” e infine l’Associazione Artistica Culturale e Ricreativa Ziz “Filmimmagini: 25 anni d’arte”.

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