Asu e Pip: sbloccata la mensilità di febbraio, ma restano a rischio le prossime :ilSicilia.it

Sindacati pronti a scendere in piazza

Asu e Pip: sbloccata la mensilità di febbraio, ma restano a rischio le prossime

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8 Marzo 2018

Una notizia buona e una cattiva per i circa 8.000 Asu e Pip siciliani. La prima è che l’Inps ha appena sbloccato il pagamento della mensilità di febbraio. La seconda è che potrebbe essere l’ultimo se l’assessorato regionale al Lavoro non definirà al più presto il piano di rientro del debito di 141 milioni di euro. Risorse che la Regione deve all’Istituto di previdenza per aver svolto in questi ultimi due decenni la funzione di ente erogatore dei sussidi.

E’ quanto emerge dall’incontro avuto oggi dal direttore regionale dell’Inps, Sergio Saltalamacchia, con alcuni rappresentati delle organizzazioni sindacali. “L’Istituto di previdenza – dichiarano Vito Sardo e Mario Mingrino, del sindacato Csa Dipartimento Asu ci ha comunicato la sua intenzione di interrompere definitivamente il servizio di pagamento”.

“Ci auguriamo – aggiungono – che l’assessore regionale al Lavoro, Mariella Ippolito, e la dirigente generale, Francesca Garoffolo, non rimettano in discussione l’intesa raggiunta a gennaio scorso con l’Inps, ma anzi diano seguito a quanto deciso in quell’occasione. Chiediamo, pertanto, un incontro urgente sia all’assessore che al presidente della Regione”.

Il riferimento è al percorso tracciato il 29 gennaio scorso dall’allora direttore del dipartimento lavoro, Antonio Parrinello, successivamente sostituito durante l’operazione di spoil system attuato dal governatore Musumeci. In quell’occasione l’assessorato si era impegnato a concordare una modalità di estinzione del debito. Posizione condivisa e più volte ribadita dall’assessore tanto da convincere l’Inps a proseguire i pagamenti in regime di prorogatio. Da allora però, secondo quanto riferito dall’Inps ai sindacati, dalla Regione non è arrivato nessun atto concreto in tal senso.

Per Clara Crocè, della Fp Cgil “Non c’è nulla di nuovo. Tutto è fermo al 15 febbraio scorso. Attendiamo la convocazione del tavolo tecnico al quale, ci è stato detto, vuole partecipare il presidente Musumeci, che avrà come tema non solo le modalità di pagamento dei sussidi, ma anche il possibile avvio della stabilizzazione”.

“Non si può portare la gente all’esasperazione per motivi burocratici”, dichiara la segretaria regionale della Fisascat Cisl Mimma Calabrò. “Si tratta spesso di famiglie monoreddito – continua – che fanno fatica ad arrivare alla fine del mese. Siamo pronti a scendere in piazza e invitiamo il governo regionale a ripensare la possibilità di internalizzare il pagamento del sussidio. Una modalità che porterebbe un enorme risparmio di risorse e risolverebbe il problema una volta per tutte”.

Sulla stessa scia Danilo Borrelli della UILTemp. “E’ inaccettabile e vergognoso per un Paese civile che lavoratori, in questo caso Asu e Pip, paghino per le beghe in atto tra Regione siciliana ed Inps. Assistiamo all’ennesima puntata di una soap opera dal gusto amaro. Chiediamo ai due enti di fare uno sforzo maggiore invece di litigare, per arrivare ad una soluzione definitiva. I lavoratori non possono più aspettare, perciò da oggi questa O.S. apre lo stato di agitazione e se non si avranno risposte definitive e celeri adotteremo qualsiasi forma di protesta. Siamo stanchi ed è ora di farsi sentire per mettere un punto definitivo a questa sgradevole balletto”.

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