17 Settembre 2019 - Ultimo aggiornamento alle 19.13

Un'operazione tra prospettive e incertezze

Cas e Anas, la storia di un matrimonio che rischia di non essere celebrato

31 Agosto 2018

L’Anas che macina chilometri e fa scorrere la tariffa sulle autostrade italiane, quasi sulla falsariga del contributo   chilometrico che riceve l’Azienda siciliana trasporti dalla Regione, è pronta a occuparsi della pavimentazione di un tratto compreso tra Giarre e Tremestieri e da Villafranca a Patti.

Solo un anticipo, secondo alcuni, dello scenario che potrà portare a breve alla fusione tra Cas (Consorzio autostradale siciliano) e Anas.

Eppure, prove tecniche di fusione a parte, sono in diversi, dentro il parlamento siciliano, a cui l’operazione non risulta gradita. Una linea invisibile ( e trasversale) che viaggia sotto traccia e che, nel momento della verità, potrebbe materializzarsi all’improvviso, vanificando il lavoro che il governo regionale, con in testa l’assessore Marco Falcone, sta portando avanti per sviluppare la tabella di marcia in grado di consentire il raggiungimento del risultato. A dire di no, nel parlamento siciliano sarebbero alcuni esponenti autorevoli e di peso, in grado di andare oltre sterili e isolate resistenze strumentali.

Scetticismo che, continuando di questo passo, la politica siciliana, alle prese con le mille voragini delle società partecipate, non si potrà più permettere. Le tesi in verità sono note, la struttura societaria siciliana non ha i mezzi e le professionalità adeguate e rischia di presentarsi all’esterno, (ma anche al cospetto della fusione con Anas) come un carrozzone della politica, debilitato e carico di debiti. Né si potrà risolvere con la bacchetta magica, in tempi brevi la questione del personale a ranghi ridotti del consorzio.

Se Musumeci continua a restare “tiepido” sulla questione, è altrettanto vero che la liquidità garantita dal consorzio autostradale attraverso i pedaggi di per sé fa gola all’Anas che in più metterebbe le mani su una porzione supplementare  in Sicilia di 400 chilometri da gestire.

Quali scogli rimangono allora da superare per celebrare le nozze?

In teoria pochi e di basso impatto di difficoltà. In pratica, l’esperienza insegna in questi casi, che dettagli, quisquilie e pinzallacchere diventano, con buona pace di tutti, ostacoli insormontabili.

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