"Bacioni da Lampedusa" e sul web scoppia l'ironia :ilSicilia.it

Dopo la rabbia e il furore arrivano i sorrisi

“Bacioni da Lampedusa” e sul web scoppia l’ironia

1 Luglio 2019

Dopo la rabbia e il furore arrivano i sorrisi. Ancora presto per parlare di grandi risate ma dalle invettive nei confronti del capitano della Sea Watch, Carola Rackete, si è passato ai fotomontaggi che la ritraggono in braccio al ministro dell’Interno Matteo Salvini.

In pochi giorni, la storia del capitano tedesco che il 29 giugno ha attraccato a Lampedusa, dopo aver forzato il blocco della guardia di finanza, ha fatto il giro del mondo. Gli italiani si sono divisi in modo netto: chi la detesta e chi la sostiene in modo viscerale.

Nelle ore successive allo sbarco della nave, con a bordo 42 migranti, c’è stato chi le ha augurato i mali peggiori sui social. In un lasso di tempo molto breve si è scatenata una ridda di improperi che ne ha fatto la “donna che si ama odiare“, per dirla alla Erich Von Stroheim, in versione femminile.

Anche i fotomontaggi sono parte di questa vicenda che necessita di un ridimensionamento e, probabilmente, possono contribuire a farlo. Del resto, al di là di qualunque idea in relazione al caso, non si può fare a meno di sorridere, dimenticando per un attimo l’assoluta serietà dell’argomento.

Basta osservare il fotomontaggio che ritrae un Matteo Salvini serafico con la Rackete in braccio per costruire una storia fantasiosa con cui risalire ai “veri” motivi della faccenda.

“Una storia d’amore segreta finita male?”, si legge da qualche parte sul web.  Scherzi a parte, non ci sono stati morti, per fortuna, e gli internauti si concedono adesso un po’ di senso dell’umorismo. Ma l’ironia è una cosa seria e anche questo, probabilmente, potrebbe fare storcere il naso a qualcuno.

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Cultura
di Renzo Botindari

Musica e Qualità di Vita

Oggi questa città ha più teatri “aperti”, ma nessuno di questi è dotato di una agibilità definitiva per il pubblico spettacolo, nell’attesa di lavori che comportano serie risorse dedicate e destinate alla loro messa in sicurezza. La musica, gli spettacoli meritano e necessitano di spazi propri sia per apprezzarne in pieno la qualità, sia per garantire quella trascurata dalle nostre parti “qualità di vita”, diritto di tutti.