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le reazioni dopo il ritiro di teresa piccione

Bagarre nel Pd in Sicilia, insorgono i dirigenti: “Primarie? Sono false e inutili”

12 Dicembre 2018

Un po’ di ammuina di qua, un po’ di bagarre di là e la bufera in casa Pd è servita. A poca distanza dalla rinuncia di Teresa Piccione a correre per le primarie del partito in Sicilia ecco che puntuale arriva il commento degli esponenti della prima ora.

cracolici“Si illude chi pensa che il caos del Pd siciliano sia un fatto locale. È solo la prova generale, con l’obiettivo di andare oltre al Pd lasciando le macerie in quello che c’è”. Questo il commento di Antonello Cracolici che ha riportato il proprio pensiero nel suo profilo Facebook.

Una defezione, quella della Piccione, che apre nuovi/vecchi scenari con la candidatura di Davide Faraone che rimane, a questo punto, la più plausibile.

foto-ferranteIntanto c’è chi considera il Pd al culmine della sua parabola discendente e parla di “messa funebre”. “Come avevamo ampiamente previsto – dice Antonio Ferrante, tra i promotori in Sicilia dei comitati a sostegno di Matteo Richetti – quello che doveva essere un congresso di rigenerazione si sta rivelando la messa funebre del Pd Siciliano. Chi ha ancora a cuore le sorti della nostra comunità politica e della Sicilia ha il dovere di fermarsi, chi si ostinerà ad andare avanti se ne assumerà la responsabilità davanti alla nostra gente.”

“Dal giorno della direzione i siciliani, almeno quelli che ancora sanno che esistiamo, hanno assistito ad un continuo susseguirsi di ricorsi, accuse e attacchi, palesi violazioni di tutte regole interne, dichiarazioni di voto da parte di esponenti di Forza Italia e addirittura minacce di commissariamenti a mezzo stampa rivolte a quei pochi circoli che ancora resistono. In questo quadro desolante non resta che fare tutti un passo indietro e ripartire, insieme e con regole condivise, nel più breve tempo possibile”.

A fargli da eco, Attilio Licciardi che prima stringe moralmente al mano a Teresa PiccioneHa fatto bene a ritarsi, queste primarie sono false e volutamente caotiche” poi, lui che appartiene all’area di Orlando, propone la sua analisi L’arroganza dei renziani che punta a snaturare il Pd, forzando le regole e negando ruolo agli iscritti ha superato ogni limite e ogni decenza. Hanno voluto scrivere una pessima pagina che punta a sfibrare il partito e a  prepararsi a costruire il Partito di Renzi“.

“Ormai siamo oltre le regole e se vogliamo che questo partito torni ad essere una comunità di persone che ama fare concetta raiapolitica e che rispetti tutto e tutti , qualcosa deve cambiare”, a dirlo e Concetta Raia del Pd di Catania che affida il suo “urlo d’allarme” ad un post pubblicato su Facebook con cui annuncia l’assemblea “degli iscritti e simpatizzanti del pd domenica 16 alle 10 presso l’hotel Plaza in viale Ruggero di Lauria 43 a Catania”. L’iniziative per denunciare quello che Raia ritiene “uno sfregio per l’identità stessa del nostro partito . Vi chiediamo di partecipare in massa perché dobbiamo essere in tanti”.

Alle posizioni normative e ideologiche che un tempo potevano anche paralizzare i partiti rendendoli poi a tratti anche più produttivi di proposte sembrano aver il posto rimostranze di natura “logistico rappresentativa” all’interno dell’apparato partitico siciliano e la mortificazione degli elettori è al centro del pensiero del consigliere comunale Rosario Arcoleo: Trattare così gli è una mortificazione della democrazia partecipata. Ricordo che questo è lo stesso metodo che ha portato alle scelta infelice delle politiche del 4 Marzo scorso Comportando il risultato più basso in termini di consenso e non solo del Pd nella storia. Non considerando completamente i territori e le regole basilari del Pd si conferma il percorso iniziato
Bavaglio al popolo. Si decide tutto attorno ad un caminetto. In Sicilia vi rimarrà un simbolo  forse senza popolo.. sicuro. Che vergogna”.

 

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