Bar Sicilia, Amata sul boom di Fratelli d'Italia: "Molti si sono sentiti traditi dalla Lega" | VIDEO :ilSicilia.it

puntata numero 152

Bar Sicilia, Amata sul boom di Fratelli d’Italia: “Molti si sono sentiti traditi dalla Lega” | VIDEO

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11 Aprile 2021

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Elvira Amata, capogruppo di Fratelli d’Italia all’Ars, è l’ospite della puntata numero 152 di Bar Sicilia, la trasmissione di approfondimento politico e attualità condotta dal direttore de ilSicilia.it Manlio Melluso e dal direttore editoriale Maurizio Scaglione.

Tanti gli argomenti affrontati durante il dibattito a tre. Si parte con la distribuzione delle risorse derivanti dal Recovery Fund tra Nord e Sud del Paese: “Rispetto a questo argomento sono veramente agguerrita. Già presidente della commissione Statuto ho fatto delle battaglie, che purtroppo continuo a fare perché la situazione evidentemente non cambia. Continuiamo a ripetere che già a partire dalle risorse che vengono destinate al Meridione rispetto alla popolazione c’è un disequilibrio tra quante ne arrivano al Nord e quante al Sud. Per colmare quel gap tra Italia del Nord Italia del Sud dovremmo quantomeno avere il 50% delle risorse distribuite“.

Fratelli d’Italia è l’unico partito a non avere appoggiato il governo Draghi a Roma. L’onorevole Amata ribadisce la correttezza a suo parere di questa posizione ed esprime un giudizio sulla gestione della pandemia da parte dell’esecutivo nazionale: “Certamente non abbiamo fatto male a non aderire a questa coalizione che si è creata attorno a Draghi – afferma – Abbiamo sin da subito detto che come Fratelli d’Italia avremmo votato le proposte prese nell’interesse della collettività, ma purtroppo non abbiamo visto quel cambio di passo che ci aspettavamo da Draghi: è cambiata solamente la persona, ora c’è Draghi, prima Conte, ma tutto il resto è rimasto uguale, si è aggiunta solamente un’ulteriore parte della maggioranza. Ma come si fa a portare avanti un unico obiettivo se ognuno la pensa in maniera differente? Le cose non vanno, l’emergenza sanitaria continua, affiancata da quella economica che diventa sempre più grave“.

Altro argomento caldo è la crescita testimoniata dai sondaggi di Fratelli d’Italia. E qui Amata lancia una stilettata alla Lega: “Penso invece che la presenza continua e costante dei dirigenti Fratelli d’Italia sul territorio, dove spieghiamo qual è il progetto del partito e siamo appunto attenti a quelle che sono le esigenze dei cittadini in maniera concreta, faccia avvicinare tanti soggetti che magari, come idee, erano vicini a quelle di Fratelli d’Italia, ma che forse erano disorientati: anche dalla Lega, per esempio. Noi stiamo avvicinando anche tanta gente che magari prima si rivedeva nella Lega pensando che fosse quella parte politica che combatteva veramente nell’interesse dell’Italia, nell’interesse della Sicilia. Oggi quella gente si è sentita tradita, mentre Fratelli d’Italia non ha mai tradito nessuno. Viene premiata la nostra coerenza. Quando mi confronto con il territorio il mantra è ‘solo la Meloni mantiene quello che dice’“.

La discussione vira quindi sull’attuazione dello Statuto della Regione siciliana: “Purtroppo ci sono degli articoli dello Statuto che non vengono attuati – afferma Amata, che entra nel particolare – Bisognerebbe riuscire ad avere l’attuazione degli articoli 37 e 38 dello Statuto: esiste come sappiamo una commissione paritetica che dovrebbe svolgere questo tipo di attività, e lo ha fatto nel passato. Il problema è che quando le carte vengono trasferite al governo di Roma, evidentemente là si fermano”.

L’onorevole Amata non si poteva esimere dal commentare l’attuale amministrazione di Messina, sua città, dove è sindaco il vulcanico Cateno De Luca: “Io con De Luca ho un buon rapporto, un rapporto diciamo prevalentemente istituzionale come è giusto che sia. Ritengo che tante cose buone le stia facendo in città, ritengo anche che abbia un modo di fare forse un po’ poco istituzionale, ma questo fa parte del carattere. Ho sempre detto al sindaco di essere a disposizione della mia città, perché ritengo che il politico debba essere sempre al servizio della collettività Quindi ovviamente a maggior ragione della mia città, Messina, dove peraltro ho anche fatto l’assessore e che quindi non la conosco molto bene“.

Prendendo spunto da una domanda sulla finanziaria regionale, Amata dedica una battuta ai ristori alle imprese e alle partite Iva sofferenti a causa dell’emergenza Covid. E su questo la posizione della deputata regionale di Fdi è netta: “Non può esistere finanziaria che riesca a ristorare le varie imprese, aziende e partite IVA che oggi stanno soffrendo: un governo che ti chiude con decreto ti deve ristorante per intero. Se si chiude un mese, allora l’esecutivo si può permettere di darti un ristoro una tantum, ma quando ti tiene chiuso 10 mesi a quel punto ti deve ridare tutto quello che tu hai perso come fatturato, se vuole mantenere il tessuto economico del paese vivo. Spero che Draghi capisca che bisogna emanare dei protocolli sicuri, ma che bisogna fare aprire immediatamente tutti. Il secondo punto riguarda le vaccinazioni: occorre accelerare. Purtroppo non siamo stati in grado di tutelarci con l’Europa per avere il giusto numero di vaccini che ci avrebbero consentito di metterci al sicuro prima. Per tornare la finanziaria, non può essere una finanziaria di sviluppo: in questo caso il primo problema è la pandemia, il secondo è l’accordo Stato-Regione, che ci imbriglia da troppi punti di vista. Sono stata chiara col Presidente e con l’assessore Armao e ho chiesto che venga rivisto“.

Intervento caldo riservato al Ponte sullo Stretto: l’onorevole Amata, messinese, è critica con le esternazioni del ministro per la Transizione ecologica Roberto Cingolani circa le titubanze sulla realizzazione: “Questa battaglia la porto avanti da anni, e devo sentir parlare di un tunnel sotterraneo da realizzare? Ma di che cosa stiamo parlando? Spiegatemi come realmente possiamo trovare uno sviluppo quando noi stessi torniamo indietro sulle cose che abbiamo già pronte. Perché non è vero che non c’è il progetto. Basta andare a vedere le carte. Il Ponte è un’opera che, sì, serve alla Sicilia, ma serve anche all’Europa“.

 

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