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puntata numero 183

Bar Sicilia arriva a Catania in casa di Nello Musumeci per la prima puntata del 2022 CLICCA PER IL VIDEO

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2 Gennaio 2022

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Prima puntata dell’anno di Bar Sicilia da Catania, e precisamente dalla casa del Presidente della Regione siciliana Nello Musumeci che ha accolto il direttore responsabile de ilSicilia.it Manlio Melluso e il direttore editoriale Maurizio Scaglione per una trasmissione davvero speciale. Si è parlato di politica, di centrodestra, del rapporto con gli alleati di governo, ma si sono anche raccontati alcuni aspetti della vita del governatore: la persona, la famiglia, l’appassionato di presepi e tanto altro ancora.

Prima particolarità di casa Musumeci, i presepi: il Presidente ne ha davvero tanti nella sua collezione: “Sono appassionato, ne ho di diverse dimensioni: piccoli, medi, non grandi naturalmente, ma non è un caso che proprio nei giardini del nostro palazzo presidenziale, nei giardini di Palazzo d’Orleans, abbia fatto allestire un presepe artigianale che ha strappato persino un apprezzamento al Presidente della Repubblica Mattarella il giorno di Santo Stefano. Mi piacciono i presepi, ne tengo uno ‘fisso’, realizzato dai Maestri Artigiani di Caltagirone“.

Il presepe come tradizione e come ricordo della proprie radici familiari e culturali: “Io sono un rivoluzionario nella tradizione, nel senso che se tutto cambia non è detto che quello che cambia lo faccia nel senso migliore, nella direzione giusta. Io voglio restare con i miei ideali, con i miei principi. Il presepe, che esiste da oltre sette secoli credo sia stato San Francesco d’Assisi il primo ad allestirne uno, non è soltanto una testimonianza di Fede Cristiana ma è anche il luogo in cui si raccoglie la famiglia, riflettono i bambini, il luogo in cui ritroviamo alla nostra infanzia”.

A questo punto il governatore viene stimolato dai conduttori a parlare un po’ di sé e della presunta indole di uomo ultrariservato. Musumeci smentisce questa voce, pur sottolineando come il diffondersi della stessa non abbia soltanto risvolti negativi: “In passato, sin dagli anni Sessanta, quando si parlava di un Presidente della Regione si pensava subito al cicaleccio: al peculato, alla corruzione, alla opacità con organizzazioni criminali mafiose. Si diceva il peggio. Che oggi del Presidente della Regione si dica che non sorride o che sembra chiuso in se stesso, ed è solo chi non mi conosce che può dire una stupidaggine del genere, mi conforta davvero. Sono veramente contento che non ci siano altri argomenti per mettere in cattiva luce il Presidente della Regione, ma io sono una persona che ama la comitiva e che ama la battuta. Credo di essere una persona solare“.

Si passa a commentare il consenso del quale gode il Presidente tra i siciliani, certificato recentemente da un sondaggio che lo vede candidato governatore decisivo per le prossime regionali: “I sondaggi bisogna sempre prenderli con le pinze – afferma Musumeci –, l’ho detto in passato e non cambio idea. Occorre sempre essere prudenti, un po’ per i parametri che si utilizzano nei sondaggi, un po’ perché fotografano un momento particolare e chi fa vita politica può passare dalla polvere alle stelle e viceversa nello spazio di poco tempo. Detto questo un sondaggio come questo non può che farmi piacere, se c’è consenso vuol dire che il nostro fatturato amministrativo viene apprezzato“.

Sulla domanda che lo invita a una scelta tra il Musumeci leader di partito e il Musumeci uomo delle Istituzioni il Presidente dice apertamente come la pensa: “Più che essere un politico da partito sono un politico da governo e ho scoperto questa vocazione quando, nel 1994, sono stato eletto Presidente della Provincia di Catania. Ero poco più che un ragazzino, poi sono stato riconfermato nel mandato successivo. Ho un profilo istituzionale che mi proviene dagli insegnamenti che ho ricevuto all’interno della Destra politica nella quale mi sono formato, profilo che mi fa tenere a mente che quando si governa bisogna essere di tutti e non solo della parte che ti ha votato. Quando ricevo i sindaci della mia Regione non chiedo mai di che parte politica è quel primo cittadino. Quando viene davanti a me è la sintesi di una comunità, non importa se di cinquemila o cinquecentomila abitanti“.

La discussione vira sui rapporti con il ministro Lamorgese che a tratti hanno riscontrato qualche ruvidezza, sempre però nel rispetto tra le istituzioni: “Nei confronti del ministro Lamorgese sempre grande rispetto – sottolinea Musumeci – Le ho detto che non poteva pensare che la nostra gente fosse carne da macello, quando parlavamo dello Stretto di Messina e quindi dei controlli, con molta gente che tentava di rientrare in Sicilia senza sottoporsi a preventivi controlli. Avevamo bisogno delle forze di polizia, che sono arrivate tardi e in quantità esigua, per questo ho dovuto mandare allo Stretto di Messina alcuni agenti del corpo regionale forestale per controllare che chi chiedeva di accedere in Sicilia avesse i titoli per poterlo fare“.

Quindi una strigliata all’Europa sulla questione migranti: “L’Europa sull’immigrazione si è comportata in maniera ipocrita. Questo dramma umano che ormai da oltre 10 anni noi ci siamo caricati sulle spalle è un dramma che lascia indifferente tre quarti dell’Europa. I paesi ricchi e opulenti dell’Europa del Nord se ne fregano, non tengono neanche in considerazione questa situazione. Non è giusto perché l’Europa prima di essere una comunione di interessi economici e finanziari doveva essere un’unione di sentimenti, un comune vedere e un comune sentire, doveva essere un’ideale“.

Non può mancare una domanda sulla gestione della pandemia da Covid-19, un’incombenza che il governatore si è trovato a dover gestire, come tutti gli amministratori di governo, senza alcun preavviso: “Io parlo con i miei colleghi (presidenti di Regione, ndr) e tutti mi dicono la stessa cosa, che nessuno aveva messo in conto di gestire per conto dello Stato una pandemia così drammatica, pesante, che ha fatto centinaia di migliaia di morti: la più drammatica epidemia che l’umanità ha conosciuto nell’epoca moderna. Abbiamo agito con l’istinto del padre di famiglia, come avrebbe fatto un capofamiglia per proteggere i più deboli, i più fragili: i bambini e gli anziani“.

Si torna alla politica, con una battuta sui rapporti con Gianfranco Micciché e sulla difficile ricerca del dialogo tra il governatore e il Presidente dell’Ars, in particolare in queste settimane di ricerca della quadra di coalizione in vista delle elezioni regionali: “Dipende se devo parlare col Presidente del Parlamento o con il coordinatore di Forza Italia, perché non riesco facilmente a distinguere i due ruoli, e comunque per me è indifferente, perché riesco a parlare sia come presidente che con il Micciché coordinatore di Fi. Lo faccio con tanto piacere perché è una persona di spirito, assolutamente aperta al dialogo, solo che non posso parlare con Micciché quando lui non mi dice che ha bisogno di parlare con me. Io quando ho necessità di parlare con lui non mi rivolgo ai giornali, prendo il cellulare e lo chiamo. Temo che il presidente Miccichè invece di chiamare me chiami un giornalista per farmi sapere che ha bisogno di parlare con me e questo non mi pare del tutto agevole. Ma ho un rapporto del tutto sereno con il Presidente dell’Ars“.

Infine un augurio a tutti i i siciliani per l’anno appena iniziato: “L’augurio che ci facciamo tutti e quello di restare in salute, questa è la cosa più importante. E al centro di una pandemia l’augurio per la salute non può che essere coniugato alla esortazione per il rispetto delle regole: è importante continuare a pensare che siamo in piena pandemia e che non è finita. Dopodiché mi auguro di ritrovarci tutti consapevoli del fatto che questa terra nella scorsa estate è stata la regione più visitata d’Europa. Possiamo utilizzare la nostra materia prima per continuare a crescere. Abbiamo i numeri per poterla vincere questa battaglia, dobbiamo metterci maggiore impegno. Il Presidente della Regione vuole essere accanto agli altri, non il primo fra gli altri, con i suoi limiti e i suoi errori ma nella consapevolezza che il peso della responsabilità maggiore grava sulle mie spalle. Con questo stato d’animo voglio augurarmi che il 2022 possa restituire la speranza a chi l’ha persa“.

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