Bar Sicilia, l'anestesista Giarratano: "Super green pass? La Regione lo propose a giugno 2020" CLICCA PER IL VIDEO :ilSicilia.it

puntata numero 178

Bar Sicilia, l’anestesista Giarratano: “Super green pass? La Regione lo propose a giugno 2020” CLICCA PER IL VIDEO

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28 Novembre 2021

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A Bar Sicilia si torna a parlare di Covid: protagonista della puntata numero 178 è il presidente del Siaarti, Società Italiana di Anestesia Analgesia Rianimazione e Terapia Intensiva, l’anestesista Antonino (per tutti Antonello) Giarratano, ospite del direttore responsabile de ilSicilia.it Manlio Melluso e del direttore editoriale Maurizio Scaglione.

Prima domanda sulla quarta ondata Covid e sulla sua intensità: “Se noi presentiamo questo concetto della quarta ondata con enfasi probabilmente facciamo torto alle ondate che abbiamo vissuto in maniera molto più pesante nei mesi scorsi. Se invece dobbiamo discutere di un problema di ondata in senso strettamente epidemiologico, in senso di quello che è l’andamento della curva pandemica del del covid-19, è chiaro che stiamo sicuramente all’inizio della quarta ondata e tutte le curve che ci siamo abituati a leggere ci dicono questo“.

Argomento che non può essere tralasciato è lo stato di salute delle terapie intensive, dall’emergenza della prima ondata al potenziamento dei reparti che ha consentito di tamponarla: “Purtroppo il covid è servito a far capire qual è il nostro ruolo – afferma Giarratano riferendosi agli anestesisti -, che in qualche modo conoscevano già molti cittadini che a prescindere dal covid si sono trovati ad avere a che fare con una rianimazione, con una terapia intensiva: strutture che servono a mantenere le funzioni vitali per cercare di superare la fase critica cui può andare incontro un paziente. Sotto questo profilo le terapie intensive, quindi, sono sempre servite. Nel periodo autunno-inverno i pronto soccorso e le terapie intensive andavano sotto, nel senso che non c’erano più posti disponibili: dicembre, gennaio e febbraio in genere erano mesi difficili per noi. Tutto ciò è diventato drammatico quando è scoppiata la pandemia da Covid, con il deficit del numero delle terapie intensive. Su questo devo dire che il governo nazionale e poi anche quello regionale sono stati molto vigili e molto presenti, con l’adozione e l’attuazione del DL 34, quello che ha previsto 4000 nuovi posti letto aggiuntivi in tutta Italia, 400 nella nostra regione“.

Il governo nazionale ha varato alcune nuove misure per ‘salvare il Natale’, come ha detto Mario Draghi, cioè non arrivare a un lockdown totale. Il parere di Giarratano: “Noi sanitari, anche nel Cts regionale, abbiamo assunto un atteggiamento che voleva in qualche modo prevenire le ondate. In passato il governo Nazionale instaurava il colore giallo quando già i buoi erano scappati dalla stalla, quando, cioè, già avevamo un certo numero di ricoverati. Adesso si stanno seguendo anche le indicazioni che, devo dire, il CTS regionale aveva anticipato ad agosto: in qualche modo ora, anche se non voglio dire che hanno preso ad esempio proprio il Cts della Sicilia, le stanno portando a livello nazionale e anche a livello internazionale, penso all’Austria. Seguendo questo tipo di andamento noi ci siamo trovati ad avere un numero di posti letto che potesse in qualche modo rappresentare il fabbisogno covid. Non abbiamo dovuto tenere conto, e adesso invece dovremo farlo, del fatto che rispetto al l’ondata dell’autunno inverno 2020, quando eravamo chiusi a casa, con tutto aperto noi avremo gli accessi alle aree critiche, come le terapie Intensive, con i politraumi, gli incidenti stradali, l’influenza cronica, e quindi il numero dei posti letto impegnati sarà superiore“.

Buono il giudizio sul Super Green pass, e Giarratano ricorda come il nostro territorio regionale si era dimostrato precursore dei tempi: “Il super Green pass la Regione Siciliana lo aveva proposto a giugno del 2020, si chiamava patentino sanitario – ripercorre Giarratano –, ci fu detto che era anticostituzionale. Adesso invece dal punto di vista sanitario è assolutamente costituzionale. Noi siamo per la vaccinazione obbligatoria perché vogliamo anche evitare che i nostri figli ci chiedano perché lo Stato non ponga questo tema“.

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