26 Maggio 2019 - Ultimo aggiornamento alle 12.28
Messina

Il sindaco rilancia la sfida

Baraccopoli di Messina, De Luca: “Il governo ci ha lasciati soli ma noi non molliamo”

22 Gennaio 2019

“Io ci sto mettendo la faccia insieme alla mia Amministrazione, la Regione sta facendo la sua parte e il Governo nazionale invece sino a questo momento non ci ha dato nessun supporto”. Così il sindaco di Messina, Cateno De Luca, torna a lanciare frecciate all’indirizzo del Governo nazionale sulla questione del risanamento della zone baraccate di Messina. Il primo cittadino non fa giri di parole: Il governo nazionale ci ha lasciati soli a combattere questa guerra di civiltà per il risanamento della città di Messina e l’abbattimento delle baracche con l’assegnazione di unità abitative a questi disperati, noi però andiamo avanti senza alcuna esitazione prendendoci anche le responsabilità del fallimento dei nostri predecessori”.

“L’attuale governo regionale ha fatto la sua parte – continua De Luca – autorizzando il Comune di Messina a costituire l’agenzia per il risanamento però ora deve mettere a disposizione le risorse necessarie per chiudere con questa vergogna delle baracche. Servono circa 200 milioni di euro, di cui 20 circa li ha reperiti il Comune di Messina. La Regione Siciliana metterà la rimanente parte. Dunque: 60 milioni circa sono le attuali economie; 80 milioni circa sono le somme illegittimamente sottratte dall’originaria dotazione della legge 10/90; 40 milioni sono i fondi Poc della legge di stabilità regionale del 2018. Il risanamento oltre ad essere una delle nostre priorità è anche una guerra di civiltà“.

De Luca rimarca di non aver gradito il no del Consiglio dei Ministri alla richiesta di riconoscimento dello stato di emergenza e aggiunge: “Ci saremmo aspettati ben altra considerazione per una emergenza che va avanti da oltre un secolo e sulla quale l’Amministrazione comunale da me presieduta andrà avanti con la massima determinazione per ridare dignità ai cittadini messinesi”.  

Tag:
Epruno - Il meglio della vita
di Renzo Botindari

Per chi forse ha già dimenticato

“Dottore questa volta non ce l’ho fatta, non ho fatto storie, non ho permesso a loro di attaccarmi le lunghe maniche bianche dietro la schiena, non ho voluto fare il “bastian contrario” come sempre e ho preso la loro medicina. A che serviva ancora dire che non era giusto? E poi a chi? In quanti siamo rimasti? Mi sono dovuto prostrare come tutti, mi sono dovuto distrarre, avrei dovuto imparare ad essere più ipocrita, mi sarebbe bastato vendere il mio intelletto".
. Rosso & Nero .
di Alberto Samonà

Il ricordo di Falcone: un’occasione persa per una memoria condivisa

Oggi è una di quelle date che dovrebbe essere patrimonio di tutti e invece, il ricordo del giudice Giovanni Falcone, della moglie Francesca Morvillo, e degli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro, è diventato l'occasione per divisioni, distinguo, accuse, veleni, lenzuoli di protesta ai balconi e contromanifestazioni.
Rosso di sera
di Elio Sanfilippo

Il 25 aprile festa della libertà tra memoria e impegno

Anche quest’anno la ricorrenza del 25 aprile non è immune da polemiche insulse e pretestuose che puntano a delegittimare e a ridimensionare la portata storica di quel straordinario avvenimento che fu la Resistenza, quel grande movimento di popolo che restituì agli italiani la libertà e cancellò la vergognosa pagina del fascismo.