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caronte manchette
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I suggerimenti della scrittrice

Betty Scaglione Cimò: le opere letterarie con al centro la Sicilia e le sue maschere. L’intervista

16 agosto 2018

Betty Scaglione Cimò, scrittrice e giornalista sciacchitana, ci presenta all’interno dell’intervista le sue opere letterarie con al centro la Sicilia e le sue maschere.

Ciao Betty, benvenuta e grazie per la tua disponibilità. Ai nostri lettori che volessero conoscere qualcosa di più di te quale scrittrice e giornalista, cosa racconteresti?

La vita è un insieme di sogni, se non ne realizziamo almeno uno, avremo una vita inutile. Tra i sogni che sono riuscita a realizzare, c’è quello di scrittrice. Da ragazza, durante gli studi di giornalismo, sognavo di diventare un corrispondente di guerra, ma ho scelto la famiglia. Mi accontento di scrivere di tanto in tanto con uno pseudonimo.

Ci parli del tuo ultimo romanzo di prossima uscita? Qual è il tema dominante e quale il messaggio che vuoi lanciare ai tuoi lettori con questo scritto?

A dire il vero, sono due i romanzi finiti di recente: “Donne” e “Sola”. Non ho deciso ancora quale dei due andrà in stampa per primo. “Sola” è quello che ho finito di correggere da pochi giorni. Il tema dominante, come si evince dal titolo, è la solitudine. Un messaggio semplice: nella vita, a lungo andare, valgono molto gli affetti e non i soldi.

Come nasce questa storia? A cosa hai pensato quando hai cominciato a scriverla?

Sono un insieme di storie, di fatti accaduti nell’arco di un ventennio. Ho iniziato a scriverle nel lontano 1972. Un anno indimenticabile. In quell’anno ho conosciuto il grande amore, ma anche il dolore e la tristezza.

Quali sono le tue opere letterarie già pubblicate che vuoi ricordare oggi? Anche in questo caso, quali i temi che tratti e perché proprio quelli?

cover-libri

La casa nel cuore” e “Con tutto il nostro amore”. “La casa nel cuore” è un ritorno al passato, ai luoghi dell’infanzia. Un omaggio a Santa Margherita di Belice. “Con tutto il nostro amore” è il ricordo di due donne straordinarie. Due eroine silenti. Due donne importanti nella mia vita. Storie di famiglia con un unico filo conduttore: l’amore! L’amore per la vita, per la propria terra, per il prossimo, soprattutto per la famiglia.

Come definiresti il tuo stile letterario? C’è qualche scrittore, italiano o straniero, al quale ti ispiri?

Narrativa, vera narrativa. Una lettura semplice, per i giovani dai 10 ai 99 anni … (sorride) … No! … scrivo cercando sempre di essere me stessa.

Quali sono secondo te le caratteristiche, le qualità se vogliamo, il talento, che deve possedere chi scrive per essere definito un vero scrittore? E perché proprio quelle?

Creatività, immaginazione, un bel po’ di fantasia. Quando occorre, cercare di essere un tantino intrigante, semplice nel linguaggio, descrittivo e armonioso. Chi scrive deve trasferire il proprio pensiero a chi legge e sa che le parole sono il solo mezzo per farlo.

Come è nata la tua passione per lo scrivere, e qual è il tuo proposito, il tuo scopo nello scrivere i tuoi libri, i tuoi romanzi?

La mia passione per la scrittura nasce dalla lettura iniziata a quattro anni e dall’ascolto dei tanti racconti narrati dalla nonna e dalle donne di casa. Narrare storie di famiglia. Ricordare il passato, vivere il presente e pensare al futuro.

Perché secondo te oggi è importante scrivere, raccontare con la scrittura?

La scrittura è la memoria del passato che spesso ci porta nella vita un giusto equilibrio. Chi scrive cancella il tempo e rivive tante realtà, anche quelle passate.

Secondo te, quanto è importante vincere un premio letterario per la carriera di uno scrittore? E perché occorre partecipare ai premi letterari?

Non ho mai partecipato, né tanto meno vinto un premio letterario. Ritengo che sia importante per fare conoscere i propri lavori.

Quali concorsi letterari consiglieresti a giovani scrittori?

Ai giovani consiglio di leggere molto, ma soprattutto di scrivere prima con la mente e poi con il cuore. Per i concorsi, scelgano loro.

Quanto sono importanti le fiere del libro invece? A quali hai partecipato e perché proprio quelle? Che benefici letterari portano secondo te?

Sì, le fiere del libro sono importanti. Ti permettono di conoscere altre realtà, altri autori e di allargare il proprio orizzonte.

Qual è il ruolo del critico letterario secondo te? E Perché è importante per uno scrittore il suo giudizio, la sua opinione artistico-letteraria?

Chi scrive sa bene che qualche lettore troverà motivo di critica, importante è continuare a scrivere. Io scrivo per me stessa, mi appaga e mi rende serena. La loro opinione artistico-letteraria è spesso determinante per noi autori. Ben vengano i critici e le critiche.

Cosa consiglieresti ad un giovane che volesse cimentarsi come scrittore, narratore? Quali i tre consigli più importanti che daresti?

Leggere, leggere e leggere. Essere sé stessi, non cercare di imitare altri autori. Cercare un buon equilibrio nella propria vita, scrivere con entusiasmo e trasmetterlo ai personaggi dei loro romanzi.

Quali sono i tuoi prossimi progetti e i tuoi prossimi appuntamenti? A cosa stai lavorando? Dove potranno seguirti i tuoi lettori e i tuoi fan?

In autunno riprenderò con la presentazione dei miei lavori.

Un’ultima domanda Betty. Immaginiamo che sei stata inviata in una scuola media superiore a tenere una conferenza sulla scrittura e sulla narrativa in generale, alla quale partecipano tutti gli alunni di quella scuola. Lo scopo è quello di interessare questi adolescenti alla lettura e alla scrittura. Cosa diresti loro per appassionarli all’arte della scrittura e catturare la loro attenzione? E quali le tre cose più importanti che secondo te andrebbero dette ai ragazzi?

Ascoltare, se ne hanno la possibilità, i racconti dei grandi. Leggere fin dalla prima infanzia. Raccontare loro stessi ai più piccoli le storie che hanno letto, cercando di destare un forte interesse nei bimbi sia per la lettura che per la narrazione. Chi legge vive due vite, chi scrive ne vive tante.

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