Bias: tra sacro e profano, gioco e tempo, torna in Sicilia la biennale d’arte | VIDEO :ilSicilia.it
Palermo

Più di cento artisti coinvolti

Bias: tra sacro e profano, gioco e tempo, torna in Sicilia la biennale d’arte | VIDEO

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10 Luglio 2020

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Bias, l’arte che spacca il pregiudizio ritorna in Sicilia. Inaugurata il 12 giugno a Venezia, la Biennale Internazionale d’Arte Sacra delle Religioni dell’Umanità è giunta alla terza edizione.

Il tema 2020 è “The game of the time, the time of the game”. Un girotondo di opere dove gli artisti affrontano la relazione intima tra il sacro ed il profano, nella congiuntura simbolica del gioco e del tempo dialogando attraverso le più diverse forme dell’arte contemporanea.

Gli artisti, più di 100, sono stati chiamati ad autodeterminarsi nell’indagare parametri di appartenenza alla propria gang di partenza piuttosto che alla nazionalità. Suddivisi infatti in padiglioni: ebrei, cristiani, islamici, esoterici, religioni perdute, filosofico, scientifico, religione africane, zoroastrismo, buddista, induista e persino web artist“, spiega Chiara Modìca Donà dalle Rose, Direttrice Bias 2020.

Alberto Samonà

“Quest’anno il tempo è un elemento circolare in cui prima, dopo, durante diventano qualcosa di eterno e di consacrato al divino e il gioco è l’eterna partita che viene compiuta in questo periodo di esistenza. La Bias ci ricorda proprio questo, che la componente dell’essere bisognerebbe riconsiderarla rispetto a questo divenire“.

A dichiararlo è l’assessore dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Alberto Samonà.

“Ci troviamo ad ospitare la biennale 2020 una realtà che nasce tra Palermo e Venezia ma è cresciuto nel tempo superando i confini nazionali. Bias probabilmente nasce dal forte sincretismo di questa città. Una lettura della diversità interpretata con la sensibilità degli artisti un racconto che consente di narrare la contemporaneità attraverso varie sfumature. Trasversalità culturale ma anche delle collaborazioni istituzionali che ha visto numerose collaborazioni” dichiara Ticari della Fondazione Sant’Elia.

Il Programma

E dopo Venezia (12 giugno) e Villa Barbarigo, in provincia di Padova, (13 giugno), la Bias è sbarcata nell’Isola, prima a Marala il 24 giugno a Marsala, 1 luglio a Messina, ecco i prossimi appuntamenti:

Le prossime date, sono previste per l’11 luglio alle 18,00 presso la Fondazione Orestiadi di Gibellina a Baglio Di Stefano la V tappa e per il 12 luglio alle 17,30 al Loggiato San Bartolomeo di Palermo – la VI tappa della BIAS 2020 – nello spettacolare museo a filo con l’orizzonte del mare, ben 55 artisti della BIAS 2020 in esposizione sino al 12 di settembre.

Durante il vernissage verranno eseguite tre performance.

La Compagnie du tempe d’une danse, proveniente direttamente da Parigi; performance ed installazione sonora di Terra Luce Silenzio dello Scultore Luca Pantina con musica di Carlo Guarrera, video di Sebastiano Pavia realizzati dalla Facultad de bellas artes de Sevilla; la perfomance dedicata al poeta Africano Abded Kader Konate con l’artista Sarita Marchesi Van der Meer ed i rappresentanti del padiglione africano.

La Bias

E’ un’esposizione transnazionale voluta e promossa da WISH-World International Sicilian Heritage, dall’artista Rosa Mundi e dalla Fondazione Donà dalle Rose. 

La Direttrice

Chiara Modìca Donà dalle Rose

Bias promuove un’Arte privata di visioni nazionalistiche e costrizioni geopolitiche, con l’intento di arrivare a creare e promuovere un linguaggio universale che sappia superare non solo barriere ideologiche ma anche difficoltà oggettive, come nel caso del Covid.

Nata in Sicilia, portiamo l’Isola nel mondo e quest’anno si è partiti da Venezia in un ideale viaggio attraverso l’umanità, dal Nord al Sud, non solo dell’Italia ma anche del mondo, nella certezza che l’arte non muore mai.

Il senso del sacro ha sempre animato l’arte e ricorda il tempo in un momento dove usciamo da una situazione come il coronavirus, dove abbiamo sacrificato e reso sacro il tempo in nome della salute. Obbligando a delle rinunce ma tutto questo ci ha fatto recuperare la relazione umana”, dichiara Chiara Modìca Donà dalle Rose.

L’assessore

“Il senso dal sacro ha sempre animato l’arte da quando esiste l’umanità. La quarantena ci ha ricordato che eravamo tutti insieme. Non c’erano buddisti mussulmani, destra e sinistra. Bias è bello perché ci ricorda che il vero scopo non è arrivare in un comodo approdo ma è il viaggio stesso. Un’esperienza di vita dove il punto di destinazione è la fine del viaggio.

Come assessore del beni culturali abbiamo cercato di porre al centro di questa ripartenza la cultura. Mentre l’80% dei musei in Italia erano ancora chiusi, in Sicilia abbiamo riaperto. Uno sforzo in sicurezza per riaprire i luoghi della cultura.

E la Regione Siciliana è molto presente anche nel sacro. A settembre, infatti, verranno dedicati tre giorni alla spiritualità islamica e alla spiritualità ortodossa bizantina. Un connubio tra due religioni che hanno sempre dialogato conflittualmente“.

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