Blitz di De Luca in biblioteca: "Ecco gli sprechi che hanno fatto fallire Messina" :ilSicilia.it
Messina

sopralluogo a sorpresa del sindaco

Blitz di De Luca in biblioteca: “Ecco gli sprechi che hanno fatto fallire Messina”

7 Ottobre 2019

Nuovo blitz del sindaco di Messina, Cateno De Luca, nei beni di proprietà del Comune e stavolta il sopralluogo del primo cittadino ha riguardato la Biblioteca comunale.

“Sprechi di risorse umane; orario del servizio indecente; ambienti biblioteca bambini sporchi; infiltrazioni di acqua pericolose per i libri; accesso occultato alla biblioteca”, è l’eloquente sintesi che fa il primo cittadino a consuntivo della sua visita.

“Premetto che tutto il personale addetto al servizio oggi mi ha accolto con tanta gentilezza e disponibilità – afferma De Luca -, però così non va proprio. Troppe risorse umane vengono utilizzate in modo errato. Ho fatto un controllo di gestione applicando il criterio elementare del cosiddetto carico di lavoro. Le risultanze del controllo sui principali servizi svolti nel 2018 presso la biblioteca comunale con la relativa quantificazione e traduzione in uomo/ora sono le seguenti: consultazioni testi (847 operazioni annue con tempo impiegato Max 10 m cadauna) e prestiti libri (1100 operazioni annue con tempo impiegato Max 10 m cadauna). Per entrambi i servizi ci vogliono 38.940 minuti annui che tradotti in ore sono 640 ore annue che tradotte in giornate sono 109 giornate lavorative che tradotte in settimane sono 22 settimane in un anno per una persona o 11 settimane in un anno per due persone; visite guidate delle scolaresche (n. 30 visite annue di circa 2 ore cadauna per 2 unità). Per questo servizio ci vogliono 120 ore di lavoro annue che tradotte in giornate sono 20 giornate lavorative che tradotte in settimane sono 4 settimane lavorative per una persona o 2 settimane lavorative per due persone”.

il sopralluogo di De Luca

“E poi: eventi culturali (30 eventi annui di circa 5 ore cadauno per 3 unità). Per questo servizio ci vogliono 450 ore annue di lavoro che tradotte in giornate sono 75 giornate lavorative che tradotte in settimane sono 15 settimane lavorative per tre persone o 5 settimane lavorative per una persona; mostre (5 eventi annui di circa 10 ore cadauno per 3 unità lavorative). Per questo servizio ci vogliono 150 ore annue di lavoro che tradotte in giornate sono 25 giornate lavorative che tradotte in settimane sono 5 settimane lavorative per tre persone o 2 settimane a persona. In definitiva per fare questi servizi si impiega massimo 46 settimane complessive di lavoro da suddividete tra più persone”.

“Volendo essere generosi nella valutazione – conclude De Luca possiamo affermare che 2 unità lavorative sono più che sufficiente cioè 104 settimane a fronte di un lavoro che ne richiede effettivamente appena 46 settimane. Fino a qualche settimana fa erano destinati per questi servizi per 7 unità a tempo pieno più la responsabile a tempo pieno per un totale dunque di 416 settimane lavorative annue a fronte di un servizio che ne richiede con generosità massimo 104 settimane lavorative. Le decisioni assunte sono le seguenti: quattro unità immediatamente trasferite e poi vedremo come riorganizzare il servizio con le restanti 4 unità perché così come viene erogato non serve agli utenti. Anche questi sprechi hanno contribuito a far fallire il Comune di Messina. Un servizio che dovrebbe costarmi massimo 80 mila euro annui è stato erogato spendendo circa 320 mila euro annui. A chi serve una biblioteca che il pomeriggio apre alle ore 15 e chiude alle ore 17 tre volte la settimana dal lunedì a venerdì? Cambieremo subito queste cattive abitudini! Il pomeriggio si deve aprire fino alle ore 20:00 ed il sabato mattina deve essere aperta chiudendo magari due tre mattine durante la settimana semplicemente modificando l’articolazione di lavoro. Purtroppo i servizi venivano erogati esclusivamente in funzione delle esigenze degli impiegati comunali e non in relazione alle necessità e comodità degli utenti”.

Tag:
Cultura
di Renzo Botindari

Musica e Qualità di Vita

Oggi questa città ha più teatri “aperti”, ma nessuno di questi è dotato di una agibilità definitiva per il pubblico spettacolo, nell’attesa di lavori che comportano serie risorse dedicate e destinate alla loro messa in sicurezza. La musica, gli spettacoli meritano e necessitano di spazi propri sia per apprezzarne in pieno la qualità, sia per garantire quella trascurata dalle nostre parti “qualità di vita”, diritto di tutti.