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Palermo

dal mese di aprile

Blutec, lavoratori senza cigs: la protesta davanti la sede Inps di Palermo

13 Luglio 2019

A causa dell’errore fatto da Blutec nell’ultimo semestre del 2018 nell’aver dichiarato un numero inferiore di lavoratori nell’unità produttiva di Termini Imerese, manca ad oggi la copertura degli ammortizzatori sociali per tutti i 694 dipendenti. Così si trovano senza cigs dal mese di aprile i lavoratori Blutec, motivo per il quale hanno protestato con i sindacati davanti la sede centrale dell’Istituto di previdenza a Palermo, chiedendo spiegazioni” a scriverlo i sindacati.

Dato il ritardo nell’invio poi della pratica con i 100 lavoratori mancanti – spiegano il segretario generale Fim Cisl Palermo Trapani,  Antonino Nobile e il responsabile territoriale Fim Cisl Blutec Giacomo Raneri –, il rigido sistema informatico dell’Inps centrale di Roma, ci ha spiegato il direttore della sede palermitana, non ha consentito il completamento dell’iter e quindi dei mandati di pagamento entro i termini. Oggi inoltre abbiamo appreso che una soluzione sarebbe stata possibile in brevi tempi se il Ministero del Lavoro fosse intervenuto per tempo già ad aprile. Dopo tanti anni di vertenza e tante sofferenze, questa è l’ennesimo problema che i lavoratori di Termini devono subire“.

Bisogna prestare maggiore attenzione su questi passaggi che sono fondamentali per tante famiglie che vivono solo grazie a questo sostentamento dato dalla cigs. Chiediamo quindi a tutti i soggetti interessati di fare il loro meglio per dare un po’ di serenità ai lavoratori e alle loro famiglie, che in questo momento vedono sempre più concreta la possibilità di restare per lungo tempo senza copertura salariale. E’giunto il momento – concludono Nobile e Raneri -, che la politica regionale si faccia garante per trovare una soluzione definitiva, poiché gli ammortizzatori sociali non sono e non saranno mai la soluzione che i lavoratori della Blutec e dell’indotto attendono, ma risposte industriali che diano certezze per il futuro consentendo loro di vivere di stipendio e non di ammortizzatori sociali“.

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