Bomba d'acqua a Palermo: altre 24 ore per svuotare il sottopasso :ilSicilia.it
Palermo

di viale Regione Siciliana,

Bomba d’acqua a Palermo: altre 24 ore per svuotare il sottopasso

di
16 Luglio 2020

Dalle 20 di ieri i vigili del fuoco lavorano per prosciugare il sottopasso di viale Regione Siciliana, a Palermo, che ieri ha inghiottito numerose automobili. La quantità di acqua è notevole e l’attività potrebbe andare avanti anche domani.

La buona notizia è che i sommozzatori non hanno trovato corpi e man mano che passano le ore aumenta l’ottimismo. Su una colonna che contiene gli interruttori del semaforo, sono poggiate alcune targhe di auto, recuperate in fondo al sottopasso. Dai numeri delle targhe si sta risalendo ai proprietari delle vetture che saranno contattati per assicurarsi delle loro condizioni.

Quando il livello dell’acqua scenderà a una quota bassa, sarà portato via il fango che si è depositato sulla carreggiata e solo allora le ultime paure scompariranno. Finora dalla grande pozzanghera affiora qualche cima di oleandro, gli alberi che fanno da spartitraffico. L’acqua risucchiata viene scaricata nei tombini della condotta fognaria.

Gli scarichi del sottopasso, probabilmente intasati, nulla hanno potuto contro l’intensità della pioggia, mentre le pompe di sollevamento – non si sa se funzionanti, ma comunque non collegate a gruppi elettrogeni – non potevano essere attivate per la mancanza di energia elettrica, saltata a causa dell’inondazione.

Poco distante dal luogo più colpito dal forte temporale di ieri, i commercianti fanno la conta dei danni: un fioraio cerca di drenare l’acqua dei vasi: “Ho passato qui la notte – dice – al buio. La corrente elettrica è tornata soltanto alle 4 del mattino. Non è la prima volta che si verifica una situazione del genere e non credo sia l’ultima. Ogni volta ricominciamo daccapo, ma quello che è successo ieri non si può raccontare”.

Il sole è tornato a splendere su Palermo. La gente si ferma sul cavalcavia e scatta fotografie. Giuseppe D’Agata, che abita nella zona, mostra alcune immagini del passato: “Questa foto – dice – è del 2016. Allora l’acqua non ha raggiunto questo livello, ma i danni ci sono stati lo stesso: auto impantanate e gente in fuga. Quando finirà tutto questo?”.

© Riproduzione Riservata
Tag:
Come se fosse Antani
di Giovanna Di Marco

La ddraunàra: i racconti di Silvana Grasso

È disponibile dal 16 luglio La ddraunàra, la raccolta di racconti di Silvana Grasso, a cura di Gandolfo Cascio ed edita da Marsilio che ripubblica così due opere, Nebbie di ddraunàra (Le Tartarughe 1993) e Pazza è la luna (Einaudi 2007).
Epruno - Il meglio della vita
di Renzo Botindari

Zio Mariano era Stabile

Lui era di poche parole e ogni sua frase era una sentenza. Le persiane della sua finestra a balcone sono chiuse e sotto c’è soltanto un via vai di gente che si affanna per farsi notare.

I giannizzeri

A partire soprattutto dal 1850, il controllo del territorio in Sicilia diviene sempre più arduo per la gendarmeria borbonica. Gruppi armati dediti al malaffare, bande e banditi, nonostante l’inasprimento delle pene – il ricorso all’esecuzione diretta era prassi ordinaria - percorrevano senza molti contrasti le campagne siciliane e rendevano difficile garantire la sicurezza.
. Rosso & Nero .
di Elio Sanfilippo

Palermo fa acqua da tutte le parti, Orlando cambi tutto o si dimetta

I cittadini sono sommersi dall'immondizia, intere zone trasformate in discariche, lavori stradali che non finiscono mai, servizi pubblici che non funzionano, fino allo scandalo dei cimiteri dove non si capisce perché non si sono avviate le procedure per la costruzione del nuovo cimitero previsto dal piano regolatore.
Segreti e non misteri
di Alberto Di Pisa

Mafia e antimafia

Dovendo parlare di mafia ed antimafia non si può non andare con la mente al 10 gennaio 1987 allorquando Leonardo Sciascia rilasciò una intervista al Corriere della Sera parlando di professionisti dell’antimafia
Wanted
di Ludovico Gippetto

L’archeologia del “Do not cross” come tutela

Rubare nei siti archeologici è gravissimo. Un argomento molto caro all’archeologo Sebastiano Tusa, fermo sostenitore del principio del "Do not cross". Dove gli oggetti antichi vanno guardati ma non decontestualizzati rispetto all’ambiente di provenienza.
CapitaleMessina
di Gianfranco Salmeri

Dopo la pandemia non sarà mai come prima

Dopo una crisi così devastante come quella che stiamo superando, le cose non potranno tornare mai come prima, e non è neanche bene che ciò avvenga. Una riflessione sulla fase 2 dell'emergenza coronavirus di Gianfranco Salmeri.