Buon pranzo siculo-argentino in odore di (Sua) Santità l LE RICETTE :ilSicilia.it

Tu chiamale se vuoi... Evasioni

Buon pranzo siculo-argentino in odore di (Sua) Santità l LE RICETTE

di
17 Aprile 2020

Alle stranezze e alle innocenti evasioni della vostra Patti Holmes, cari Watson, siete abituati, ma questo racconto svelerà un piano che l’avrebbe condotta, dritta dritta, a diventare “segretaria personale” di Sua Santità Papa Francesco.  Riavvolgiamo il nastro.

Quando il Papa “venuto dalla fine del mondo” si affacciò, per la prima volta, su piazza San Pietro e, con grande normalità, augurò: “Buona cena“, alla vostra Patti Holmes, folgorata sulla via di Roma, venne l’idea folle, mai aggettivo è stato così appropriato, di creare l’Ordine di “Suore Bergogliane“che, alle altre regole che ogni congregazione religiosa ha, ne aggiungeva un’altra di fondamentale importanza, quella del leggero “trucco e parrucco“; ma il delirio della fondatrice fricchettona non si fermava perché, con una megalomania che raggiungeva vette mai sfiorate neppure dal piccolo, di statura, Napoleone, si vedeva scavalcare quella pletora di uomini, che avevano finora ricoperto il ruolo di segretario personale incupendo i suoi predecessori, per il suo essere sdrammatizzatrice, portatrice di serenità e ambasciatrice, delirio assoluto essendo “diversamente” master chef, della cucina più buona al mondo, quella siciliana.

Studiando la biografia di Papa Francesco, la documentazione nella realizzazione di un progetto è fondamentale, scoprì che era diplomato in “Chimica della Cucina” e che in seminario preparava manicaretti ai compagni di noviziato e nel Collegio gesuita di San Miguel, da rettore, ai suoi studenti. La sua missione, la più importante, era un’altra, quella di “convertirlo”, altro verbo adatto all’uopo, alle meravigliose tradizioni culinarie della sua Trinacria, introducendo negli  amati piatti argentini di Papa Francesco degli ingredienti rigorosamente siculi.

In base a quanto detto fin qui, e grazie a al preziosissimo libro “A Tavola con Papa Francesco” di Roberto Alborghetti, ideò  un Menu che l’avrebbe fatta entrare a “Casa Santa Marta” con un sorriso a 32 denti, la voce rotta da gioia mista ad emozione, mentre si rivolgeva al suo Papa, per colpirlo con la frase ad effetto, : “Buon Pranzo Sua Santità, Pontefice Massimo, Papa Francesco, Jorge Mario Bergoglio“, proprio la stessa che Lui rivolgeva ogni domenica all’Angelus.

La scena, o scema, continuava con lei che, con un carrello ricco di prelibatezze, gli si avvicinava, dando inizio al Tango-Tarantella delle bontà:

Primo piatto: “Risotto piemontese di  nonna Rosa“, infatti le sue origini sono italiane, anzi savoiarde, fatto con 1 litro di brodo vegetale, 1 cipolla, 40 g di burro, 250 g di riso Carnaroli, mezzo bicchiere di vino bianco, 4 cucchiaini di grana padano, rivisitato in chiave sicula  con finocchietti selvatici e caciocavallo grattugiato.

Secondo piatto: “Asado” con 2 Kg di costine di manzo, 1 mazzetto di prezzemolo, 2 foglie di alloro, 1 spicchio d’aglio, aceto, olio, origano, peperoncino, sale grosso, nella variante sicula, sempre con costine di manzo, ma fatte marinare in un intingolo di olio, sale, pepe, limone, rosmarino, salvia, aglio e cotte in casseruola a fuoco lento fino a cottura ultimata.

Dolce: “Pan di Spagna a strati con cuore di mate”, la sua bevanda preferita, sostituita dal mandarinetto e con i vari strati farciti con crema di latte, cannella e uvetta.

Per la cena, se avesse ancora fame, un piatto unico da lui molto amato: “Pizza preferita con mozzarella di bufala e pomodorini gialli“, con aggiunta, però, di primosale e pomodorino ciliegino.

Dopo aver preparato solo mentalmente tutte queste bontà, ripensando alla fatica che avrebbe dovuto fare nella sua missione di sicilianizzazione culinaria del Pontefice e ricordando, inoltre, le fatiche fatte dal segretario personale nel film “The Young Pope” perché, pur essendo in avanti con gli anni, diciamolo, Papa Francesco è più pop e  avanti di un ragazzino, decise su due piedi, così come l’aveva ideata, di rinunciare alla fondazione dell’ordine delle Suore Bergogliane, come se la sua richiesta fosse stata accolta, e di ripagare su qualcosa di più semplice, creare, magari, un condominio di donne che, coabitandole, sarebbero dipese da lei, certo non più come Madre Badessa, ma come Amministratrice, un ruolo sicuramente meno impegnativo, faticoso e importante di quello che la “pazzerella” aveva agognato per un attimo.

Della serie #ChiSiAcconteGode

#TuChiamaleSeVuoiEvasioni

 

© Riproduzione Riservata
Tag:
Come se fosse Antani
di Giovanna Di Marco

La ddraunàra: i racconti di Silvana Grasso

È disponibile dal 16 luglio La ddraunàra, la raccolta di racconti di Silvana Grasso, a cura di Gandolfo Cascio ed edita da Marsilio che ripubblica così due opere, Nebbie di ddraunàra (Le Tartarughe 1993) e Pazza è la luna (Einaudi 2007).
Epruno - Il meglio della vita
di Renzo Botindari

Zio Mariano era Stabile

Lui era di poche parole e ogni sua frase era una sentenza. Le persiane della sua finestra a balcone sono chiuse e sotto c’è soltanto un via vai di gente che si affanna per farsi notare.

I giannizzeri

A partire soprattutto dal 1850, il controllo del territorio in Sicilia diviene sempre più arduo per la gendarmeria borbonica. Gruppi armati dediti al malaffare, bande e banditi, nonostante l’inasprimento delle pene – il ricorso all’esecuzione diretta era prassi ordinaria - percorrevano senza molti contrasti le campagne siciliane e rendevano difficile garantire la sicurezza.
. Rosso & Nero .
di Elio Sanfilippo

Palermo fa acqua da tutte le parti, Orlando cambi tutto o si dimetta

I cittadini sono sommersi dall'immondizia, intere zone trasformate in discariche, lavori stradali che non finiscono mai, servizi pubblici che non funzionano, fino allo scandalo dei cimiteri dove non si capisce perché non si sono avviate le procedure per la costruzione del nuovo cimitero previsto dal piano regolatore.
Segreti e non misteri
di Alberto Di Pisa

Mafia e antimafia

Dovendo parlare di mafia ed antimafia non si può non andare con la mente al 10 gennaio 1987 allorquando Leonardo Sciascia rilasciò una intervista al Corriere della Sera parlando di professionisti dell’antimafia
Wanted
di Ludovico Gippetto

L’archeologia del “Do not cross” come tutela

Rubare nei siti archeologici è gravissimo. Un argomento molto caro all’archeologo Sebastiano Tusa, fermo sostenitore del principio del "Do not cross". Dove gli oggetti antichi vanno guardati ma non decontestualizzati rispetto all’ambiente di provenienza.
CapitaleMessina
di Gianfranco Salmeri

Dopo la pandemia non sarà mai come prima

Dopo una crisi così devastante come quella che stiamo superando, le cose non potranno tornare mai come prima, e non è neanche bene che ciò avvenga. Una riflessione sulla fase 2 dell'emergenza coronavirus di Gianfranco Salmeri.