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Buona Pasqua

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3 Aprile 2021

L’Augurio che sicuramente in cuor loro i siciliani si fanno, in occasione di queste festività, è che questa sia l’ultima Pasqua da reclusi e che la prossima si potrà finalmente passeggiare liberamente, ritrovando il gusto dello stare insieme, di rafforzare sentimenti di amicizia, di socialità e di solidarietà.

Questo significherà che, anche gradualmente, siamo tornati a una vita normale. In primo luogo il lavoro, la famiglia e poi godere del tempo libero per lo svago, la cultura, poter partecipare ad ogni evento civile, culturale, politico, di intrattenimento teatrale o musicale.

Parliamo del Lavoro, sia quello dipendente, sia autonomo.

L’augurio è che chi lo ha perso lo possa riprendere, quelli che ancora lo cercano lo possano trovare e coloro quali sono stati costretti a chiudere la propria attività la possano riaprire.

L’augurio è che sconfitto il Covid, o quanto meno ridimensionata la sua capacità di contagio, si possa finalmente tirare un sospiro di sollievo dopo mesi di tensione e tornare cosi a sperare in un futuro migliore.

Perché la speranza diventi realtà concreta dipende molto dalla volontà, dalla fiducia, dall’entusiasmo di ognuno, ma anche però dagli strumenti che si pongono in essere per affrontare i problemi antichi e quelli nuovi che la pandemia ci ha lasciato e superare definitivamente il momento difficile che abbiamo attraversato.

E qui il discorso torna alla politica, al ruolo propulsivo che essa è chiamata a svolgere per supportare e sostenere lo sforzo di quanti, imprenditori, lavoratori, operatori culturali, soggetti sociali, saranno impegnati a riprendere con più lena il cammino interrotto.

Certo lo scenario politico che abbiamo di fronte a livello regionale non induce all’ottimismo sconvolto recentemente dalle indagini giudiziarie sulla gestione della Sanità che hanno creato forte turbamento nell’opinione pubblica.

In ultimo il travagliato e tortuoso iter della legge finanziaria ha evidenziato le difficoltà del governo regionale, lo scollamento dalla sua maggioranza, al punto che il presidente dell’Assemblea Regionale, Gianfranco Miccichè, ha dovuto ammettere che “il banco è saltato” riferendosi all’impallinamento con il voto segreto dei franchi tiratori di molte proposte del governo. E il presidente della Regione, Nello Musumeci, ha rincarato la dose parlando di “ascari nella maggioranza”.

Le opposizioni, dal canto loro, hanno chiesto a gran voce le dimissioni del governo e quindi il ricorso ad elezioni anticipate. Nella situazione in cui ci troviamo non è certo auspicabile un vuoto politico e legislativo, al tempo stesso però non nemmeno auspicabile un governo che non governa e che si trascina stancamente vivendo alla giornata.

Se questa è la prospettiva allora è meglio nell’interesse di tutti tornare a votare e a questo punto al più presto possibile.

Sono valutazioni che per un verso deve fare la maggioranza di governo ma che riguardano anche le forze di ’opposizione e verificare se da un lato vi è ancora una maggioranza coesa in grado di governare e di proporre all’opposizione nel mantenimento dei propri ruoli, un terreno comune per affrontare l’emergenza siciliana.

La Finanziaria, o come si chiama ora la legge di Stabilità, poteva essere l’occasione per determinare questo atto politico significativo, predisponendo un serio e concreto Piano per la Sicilia i cui obiettivi da raggiungere avrebbero dovuto travalicare il governo in carica, le attuali opposizioni e la stessa legislatura. Era un modo per qualificarsi entrambi come classe dirigente in grado. di infondere fiducia ai siciliani oggi presi da rancore misto a rassegnazione di fronte alle accresciute diseguaglianze sociali.

Un’indagine compiuta dalla Openpolis, prima dello scoppio della pandemia, ci diceva che la Campania e la Sicilia erano le regioni a più alto rischio povertà e esclusione sociale d’ Europa.

Alcune misure contenute nella Finanziaria sono apprezzabili, ma esse si muovono sul terreno della difesa dell’esistente, per alleviare i guasti provocati dalla pandemia ma si riveleranno inefficaci se non collegate a politiche espansive dell’economia in grado di farla tornare a crescere.

L’occasione irripetibile del Recovery Fund non può essere pertanto sprecata e su questo terreno è possibile trovare una convergenza tra le diverse forze politiche nell’interesse della Sicilia. Vedremo cosa accadrà nei prossimi giorni e nelle prossime settimane. Nell’attesa Buona Pasqua a tutti.

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