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Caccia: via al calendario della stagione venatoria in Sicilia

22 Agosto 2019

Al via la stagione venatoria 2019/2020. Firmato il decreto dell’assessore regionale per l’Agricoltura, Edy Bandiera che consente l’avvio ufficiale della stagione della caccia.

L’atteso provvedimento arriva dopo una complessa trafila procedurale che ha dovuto tener conto sia dei recenti pronunciamenti giurisprudenziali in materia, sia del parere reso dall’Ispra che vincola, non poco, le attività venatorie.

“Il calendario venatorio – ha precisato Bandiera – arriva dopo un’ampia concertazione con le associazioni, sia venatorie che ambientaliste, che ha trovato il suo momento plenario, lo scorso 8 agosto, nell’ultimo comitato faunistico venatorio, l’assise regionale in cui siedono tutte le associazioni di settore. Anche grazie ai tanti contributi che sono pervenuti, si è arrivati a definire il provvedimento, che è la possibile sintesi tra istanze dei cacciatori, limiti normativi e tutela del patrimonio ambientale”.

Edy Bandiera
Edy Bandiera

“Non è stato possibile consentire la cacciabilità della tortora in pre-apertura, come richiesto dalle associazioni venatorie, perché ci siamo dovuti attenere – ha precisato Bandiera – ad un espresso divieto dell’Ispra, su questa specie”.

Dal 15 di settembre, in controtendenza rispetto allo scorso anno, si è riusciti ad assicurare la riapertura della caccia al coniglio selvatico. “È questo – secondo Bandiera – il più rilevante aspetto di novità rispetto al calendario 2018. Infatti, a seguito del pronunciamento del Tar dello scorso anno, ed in ragione dei dati scientifici emersi nel monitoraggio condotto dall’assessorato in sinergia con le associazioni venatorie, possiamo – ha precisato Bandiera – riaprire la caccia al coniglio selvatico, che verrà cacciato anche attraverso il ricorso al furetto, così come espressamente richiesto dalle associazioni venatorie”.

Relativamente al perdurare del divieto di caccia in alcune isole minori, quali ad esempio Marettimo, Salina, l’assessore Bandiera ha precisato che “nostro malgrado non è possibile in queste aree autorizzare l’attività venatoria, perché non è prevista nel Piano Regionale Faunistico Venatorio della Regione Siciliana vigente che è stato approvato diversi anni addietro. È certo altresì – ha concluso Bandiera – che avvieremo, da subito, forti delle istanze che ci arrivano dai sindaci, dagli amministratori locali e dai cacciatori delle zone interessate, una revisione del piano che non potrà non prevedere attività venatorie, nelle forme e nei limiti previsti dalle vigenti normative, anche in quelle zone nelle quali in atto è interdetta”.

 

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