19 Agosto 2019 - Ultimo aggiornamento alle 18.35

Un irresistibile piatto della tradizione

Caciovallo all’Argentiera, un buonissimo “inganno culinario” | LA RICETTA

13 Novembre 2018

La ricetta di oggi, il Caciocavallo all’Argentiera,  la leggeremo seguendo due versioni, una al femminile e una la maschile, unite, però, da un fil rouge che è quello di essere un piatto che definiremo, bonariamente, un “inganno“, un trompe-l’œil, anzi un trompe-nez in cucina, perché il suo profumo ricorda u cunigghiu all’argintiera, ma del coniglio ha solo l’irresistibile fragranza.

Il nostro palcoscenico è via Argenteria, una stradina della Vucciria, famoso mercato palermitano, chiamata così perché un tempo era abitata da argentieri.

Racconta Gaetano Basile, giornalista, scrittore e storico palermitano: “A quei tempi gli argentieri erano considerati molto ricchi perché lavoravano argento e oro, in realtà lavoravano questi metalli preziosi su commissione, cioè chi voleva eseguito un lavoro portava egli stesso la materia prima, pretendendo alla consegna del lavoro finito, i ritagli rimasti e persino le limature, pagando solo per il lavoro eseguito. Si racconta che un giorno la moglie di uno di loro, per darsi delle arie con le vicine di casa, usò la sua abilità in cucina ingannandole. Prese del caciocavallo lo condì con un filo di olio, aglio e aceto e lo lasciò cuocere. L’aroma che ne scaturì si diffuse nel vicinato che pensò, forse con un po d’invidia, che l’argentiera avesse cucinato il coniglio, invece era solo formaggio, nacque così il caciocavallo all’argentiera“.

Altra versione: un argentiere, che lavorava in via dell’Argenteria, a un punto della sua vita si trovò  in difficoltà economiche, ma l’unica cosa che continuava a distinguerlo dal popolino era che aveva sempre u luce addrumato, il fuoco acceso, perché gli serviva per lavorare. Fino agli anni ’50 dovete sapere che, per definire il ceto e la floridezza economica di una famiglia, si faceva riferimento al “cuoce una volta al giorno”, oppure “cuoce una volta alla settimana” perché, oltre al cibo, legna e carbone incidevano fortemente sulle spese. L’argentiere di cui sopra, caduto in disgrazia, per nascondere la sua nuova condizione al vicinato ficcanaso, si inventò questa ricetta in cui sostituì al prelibato coniglio il caciocavallo. Ma bando alle ciance e penetriamo nel cuore della ricetta che, essendo un antipasto, è un vero e proprio apripititto.

Ingredienti per 4 persone

  • 400 gr caciocavallo tenero tagliato in 4 fette
  • Olio extravergine d’oliva
  • 2 spicchi di aglio
  • Aceto bianco
  • Origano

Procedimento

1. Mettete in una padella un po’ di olio, fatevi rosolare l’aglio tagliato a fettine e, quando sarà dorato, unite le fette di caciocavallo.

2. Fatelo dorare, leggermente, da entrambe i lati e, a questo punto, aggiungete un cucchiaio di aceto bianco, facendolo sfumare.

3. Spolverate con origano e lasciatelo sul fuoco ancora per qualche minuto.

4. Versate il fondo di cottura e servite caldissimo. Decorate con delle fettine di pomodoro o, seguendo la vostra fantasia, con altro.

Mai come in questo caso possiamo dire: scritto, letto e mangiato.

Tag:
LiberiNobili
di Laura Valenti

Le regole sono fatte per essere eseguite ma anche trasgredite

I piccoli devono, prima di tutto, acquisire la fiducia e la capacità di affidarsi, senza condizioni, ai genitori, anche se rimane un loro sacro e santo diritto essere resi consapevoli dei perché sì e no. I bambini non si trattano da idioti o con eccessive espressioni onomatopeiche, a meno che non si scherzi e giochi.
Wanted
di Ludovico Gippetto

“I vestiti nuovi” della dea di Morgantina

Il caso della famigerata dea di Morgantina, ritornata in Sicilia nel 2011 dopo una lunga trattativa con uno dei più grandi musei del pianeta: il J. Paul Getty Trust di Malibu, in California.
Rosso di sera
di Elio Sanfilippo

Il 25 aprile festa della libertà tra memoria e impegno

Anche quest’anno la ricorrenza del 25 aprile non è immune da polemiche insulse e pretestuose che puntano a delegittimare e a ridimensionare la portata storica di quel straordinario avvenimento che fu la Resistenza, quel grande movimento di popolo che restituì agli italiani la libertà e cancellò la vergognosa pagina del fascismo.