Calatafimi: un appuntamento gustoso, ecco la "Sagra del maccherone" :ilSicilia.it
Trapani

Dal 5 al 7 agosto

Calatafimi: un appuntamento gustoso, ecco la “Sagra del maccherone”

30 Luglio 2019

La Sicilia con i suoi colori forti, vivaci e luminosi è un quadro fatto di pennellate in divenire che, nel caso di Calatafimi Segesta, fanno emergere vicende storiche di cui si sente il respiro e si vede la presenza nei luoghi, nei volti, nei paesaggi e nel gusto. La nostra tappa in questo comune del trapanese, così ricco di tradizione, è legata alla “Sagra del maccherone“che , giunta alla XXIX edizione e diventata un evento di grande richiamo per turisti sempre più numerosi, attratti dalla bontà e dalla bellezza, ha per palcoscenico il suggestivo centro storico.

Calatafimi Segesta

Calatafimi
Calatafimi, Qal’at Fîmî, “Rocca di Eufemio”, è un antico borgo arabo, famoso per la storica battaglia tra borboni e garibaldini del 1860, che annovera tra i suoi monumenti la semidistrutta Chiesa del Carmine, la Chiesa Madre e la Chiesa del Crocifisso. Nella sua parte più antica e occidentale sorge il vecchio Castello che, eretto intorno al 1200, fu dimora dei governatori della città. Lungo la statale, che da Calatafimi va verso Trapani, a circa un Km. dal paese, vi è un bivio dal quale si arriva al monumento Ossario di Pianto Romano che, nato su progetto dell’ architetto palermitano Ernesto Basile a custodia delle reliquie dei caduti nella fatidica giornata della battaglia del 15 maggio 1860, decisiva per le sorti della spedizione e dell’ unità nazionale, è alto circa 30 metri e ha sui lati due gruppi di bronzo di Battista Tassara che raffigurano lo sbarco dei Mille a Marsala e la battaglia di Calatafimi.

Sagra dei Maccheroni Calatafimi Segesta

Sagra del Maccherone
Questa edizione della “Sagra del Maccherone” si animerà già nelle giornate del 5 e del 6 agosto, in cui sarà proposto un percorso enogastronomico che permetterà la degustazione di lumache, busiate di grano antico e salsiccia locale, in un contesto strutturale arricchito con scene di vita contadina dei primi del ‘900 tra i quali ” la cacciata”, che consiste nella rotazione a passo sostenuto di una coppia di muli sulle spighe di grano, scandito dalle litanie dei contadini che loderanno i Santi per la prosperità del raccolto. Il 7 agosto, invece, sarà il clou di questa gioiosa festa del gusto. I ristoratori vi coccoleranno, oltre che con il il piatto più famoso e caratterizzante il territorio, le busiate appunto, con le cassatelle di Calatafimi e, per rinfrescarvi, con ottime granite al limone. Il tutto sarà condito con sibizioni artistiche e musicali, proiezioni e laboratori.

Sagra dei Maccheroni Calatafimi Segesta

Il ciclo del grano avrà come teatro uno storico “mulino a pietra“. Questo nuovo format creato dall’associazione “TpChé Sensazioni” ha creato anche un valido connubio tra “tradizione e ambiente” e, infatti, nell’ottica di una gestione dei rifiuti “green” si avrà cura di far fruire prodotti di portata “plastic free“, perché non si può rievocare il passato senza aver rispetto del presente e consegnare un futuro migliore a chi verrà dopo di noi. L’evento ha il supporto dell’Ammistrazione Comunale, di varie associazioni e di volontari. Lo scopo dell’iniziativa è quello di promuovere un territorio e le tradizioni che lo raccontano. Ad animare e allietare con la loro musica questa manifestazione, “QuattruCanti” che, con Ivan Greco al violino, Gianluca Failla alla chitarra, Mauro Greco al violoncello e dalla cantautrice e interprete Linda Armetta, già nota per il suo interesse rivolto al canto popolare, hanno arrangiato alcuni brani della nostra tradizione popolare scegliendo il genere classico. Quest’anno sia ha una grande novità, quella del concorso del Maccheroncino d’Oro, per il sugo più buono e la postazione migliore. Ciliegina sulla torta è la visita guidata al Museo Risorgimentale.

Viva Calatafimi Segesta, le sue tante tradizioni, e che Sagra dei Maccheroni sia.

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di Renzo Botindari

“C’è un Uomo Solo al Comando”

Atteso quanto diceva il buon Bracardi quando asseriva che “l’uomo è una bestia”, nella sua bestialità questi sbaglia sempre allo stesso modo, pertanto, la memoria non deve essere soltanto rancorosa, ma deve servire per capire e andare avanti per non commettere gli stessi errori. Il perdono è un'altra cosa.