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Caltanissetta, dipendenti costretti a restituire parte dello stipendio: architetto ai domiciliari

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7 Aprile 2021

La guardia di finanza del comando provinciale di Caltanissetta sta procedendo all’esecuzione di un’ordinanza di applicazione di misure cautelari, personali e reali, emessa dal gip presso del locale tribunale, su proposta della locale procura distrettuale Antimafia, nei confronti di un 53enne indagato per estorsione, auto-riciclaggio, con l’aggravante per aver commesso il fatto nell’esercizio di attività professionale.

Gli accertamenti investigativi condotti dalle fiamme gialle nissene, hanno portato alla luce una copiosa documentazione riconducibile a una vera e propria contabilità occulta: secondo l’accusa l’indagato, nella sua qualità di amministratore pro tempore di una società con sede in Santa Caterina Villarmosa (CL), approfittando della situazione del mercato del lavoro a lui favorevole per la prevalenza dell’offerta sulla domanda, mediante minaccia di licenziamento, costringeva i propri dipendenti a restituirgli in contanti una quota dei compensi percepiti.

L’indagato, di professione architetto, avrebbe predisposto un collaudato sistema per la costituzione di fondi neri derivanti dagli importi dei contanti pretesi in restituzione dalle vittime, in virtù della sudditanza psicologica determinata dalle condizioni vessatorie imposte; le provviste di denaro contante illecitamente accumulate dall’anno 2011 venivano occultate mediante il reimpiego per le esigenze dettate dall’esercizio dell’attività d’impresa, configurando, pertanto, la condotta penalmente rilevante dell’autoriciclaggio, aggravata dalla commissione del fatto nell’esercizio di attività professionale.

Le risultanze acquisite nel corso delle indagini hanno pertanto determinato l’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti dell’indagato, nonché il sequestro preventivo, anche per equivalente, della somma di 173.204,90 euro.

In sede di esecuzione del provvedimento cautelare, sono state svolte attività di perquisizione delegate dall’Autorità Giudiziaria nissena presso società riconducibili all’indagato in provincia di Caltanissetta, a Palermo e a Mede, nel Pavese, avvalendosi, per queste ultime sedi, del supporto dei Reparti del Corpo territorialmente competenti.

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