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Palermo

Nonostante l'avviso di garanzia il deputato non si era autosospeso

Caos firme, Nuti sospeso dai probiviri si affida ai social. “Questa storia è un contrappeso”, ma forse pensava al “contrappasso”

1 Dicembre 2016
⁠⁠Rompe il silenzio Riccardo Nuti, il deputato sospeso dai probiviri dei 5stelle dopo avete ricevuto l’avviso di garanzia nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Palermo sulle firme false per le comunali del 2012. Lo fa dal suo profilo Facebook. “Sono sempre il Riccardo Nuti che a Palermo ha lottato contro un intero sistema di potere, di mafia bianca e nera – scrive – Proprio quell’impegno, senza gloria e arricchimento, mi ha consentito di rappresentare una comunità e una speranza alla Camera dei Deputati. Da parlamentare ho proseguito la battaglia: senza risparmiarmi, esponendomi e facendomi nuovi nemici. Stessa battaglia che ho tentato di portare avanti per le prossime comunali”. Per Nuti “oggi questa storia delle firme è come un contrappeso”. Forse il deputato grillino pensava  alla “legge del contrappasso”?

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“La mia difesa nel procedimento penale, mio diritto e dovere, proverà che sono estraneo ai fatti – aggiunge – Per il momento accetto in silenzio (presto se ne capirà il motivo) e con fatica quotidiana la gogna e gli insulti compiaciuti che mi piovono da settimane, convinto che le indagini della magistratura confermino la mia coerenza, il mio rigore morale e la mia affidabilità di uomo e politico. Allora sarò lo stesso Riccardo Nuti di sempre, quello che non abbassa mai la testa”. Nuti davanti ai pm si è avvalso della facoltà di non rispondere e non si è autosospeso dal M5s come chiesto dal capo politico Beppe Grillo del movimento a chi fosse stato rinviato a giudizio per il caso delle firme. A sospenderlo sono stati i probiviri del M5s, stesso provvedimento adottato per gli altri deputati indagati, Claudia Mannino e Giulia Di Vita, e per l’attivista Samantha Busalacchi. Si erano invece autosospesi i deputati regionali Claudia La Rocca e Giorgio Ciaccio, che hanno ammesso le proprie responsabilità collaborando con i magistrati.
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