11 Maggio 2019 - Ultimo aggiornamento alle 09.52
Catania

Rituali d'affiliazione e terrore erano i loro segni distintivi

Cara di Mineo base per lo spaccio, blitz contro la mafia nigeriana: 19 fermi | Video

28 Gennaio 2019

Una banda di spacciatori di cocaina e marijuana che operava in varie zone d’Italia, ma che aveva una propria cellula operativa a Catania e nel Cara di Mineo (il centro per richiedenti asilo) denominata ‘Supreme Viking confraternity‘ utilizzando il metodo mafioso è stata sgominata dalla polizia che ha eseguito 19 fermi.

I provvedimenti, della Dda della Procura, ipotizzano, a vario titolo, i reati di associazione mafiosa, traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope e violenza sessuale aggravata. I membri della banda erano nigeriani e avrebbero compiuto reati gravissimi. 

Le indagini condotte dalla Squadra Mobile di Catania hanno permesso di ricostruire struttura e ruoli del sodalizio che imponeva la propria egemonia sul territorio, opponendosi e scontrandosi con gruppi rivali al fine di assumere e conservare il predominio nell’ambito delle comunità straniere presenti all’interno del Cara di Mineo creando un forte assoggettamento omertoso.

Clicca qui per i particolari dell’inchiesta contro la MAFIA NIGERIANA.

A riguardo è intervenuto il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, che in un’intervista radiofonica a RTL ha detto “E’ mia intenzione chiudere il Cara di Mineo entro quest’anno. Più grossi sono i centri più facile è che si infiltrino i delinquenti“.

GUARDA IL VIDEO IN BASSO

LEGGI ANCHE 

Sul Cara di Mineo la procura di Catania dice la verità che altri occultano: “Un errore e va chiuso”

Tag:
Epruno - Il meglio della vita
di Renzo Botindari

Una Mattina Diversa

Carissimi, erano quasi le ore 20.00 quando al mio congestionato telefonino mi giunse una telefonata da un numero al quale non potevo non rispondere. La voce era quella del segretario particolare del segretario del grande capo.
Rosso di sera
di Elio Sanfilippo

Il 25 aprile festa della libertà tra memoria e impegno

Anche quest’anno la ricorrenza del 25 aprile non è immune da polemiche insulse e pretestuose che puntano a delegittimare e a ridimensionare la portata storica di quel straordinario avvenimento che fu la Resistenza, quel grande movimento di popolo che restituì agli italiani la libertà e cancellò la vergognosa pagina del fascismo.