Caravaggio, intervento di Granata: "Non accetto lezioni di trasparenza" :ilSicilia.it
Siracusa

Parla l'assessore

Caravaggio, intervento di Granata: “Non accetto lezioni di trasparenza”

di
28 Giugno 2020

Riceviamo e pubblichiamo la nota dell’assessore alla Cultura del comune di Siracusa, Fabio Granata.

Ritengo opportuno intervenire pubblicamente, e spero per l’ultima volta, sulla complessa vicenda Caravaggio, chiarendo in premessa che l’unica questione sulla quale non accetto lezioni ne tantomeno allusioni riguarda  la rigorosa osservanza di tutti i passaggi di trasparenza e legittimità su questa come sulle complessive vicende pubbliche delle quali ho il dovere di occuparmi: la mia storia personale e i 15 anni trascorsi sotto scorta testimoniano meglio di qualsiasi parola il mio attaccamento a valori non negoziabili, valori da altri spesso solo declamati.
Veniamo alla vicenda:
Il Mart, il Fec (proprietario del quadro), la Regione Siciliana (titolare della tutela), la Provincia Autonoma di Trento e il Mart, prestigioso Museo pubblico che ha promosso l’evento, da molti mesi lavorano su un complesso progetto culturale sul quale l’Amministrazione della Città ha avuto solo recentemente consapevolezza.

I primi, e i soli insieme alla Soprintendenza, a porre la necessità dell’intervento dell’Istituto superiore del restauro, la più alta autorità mondiale in materia, al fine di comprendere lo stato di salute del dipinto,  siamo stati io e il Sindaco della Città, in perfetta unità d’intenti e sintonia.
Abbiamo anche più volte sottolineato che, pur non avendo la proprietà e la competenza diretta sul dipinto, avremmo preteso, come garanti del Patrimonio cittadino, che il restauro si effettuasse  prima dell’eventuale prestito e che si certificasse da parte della più importante istituzione al mondo in tema di Restauro, il nostro Istituto Superiore Centrale per il Restauro, la eventuale trasportabilità del quadro.
Il Sindaco Francesco Italia, come sempre, ha svolto e sta svolgendo un encomiabile ruolo di rappresentanza degli intessi diffusi della Città e anche delle preoccupazioni dei cittadini.
Io, da Assessore alla Cultura dotato, mi si concederà almeno questo, di una certa esperienza, ho deciso di  occuparmi della  “convenienza culturale” della eventuale operazione per la Città, visto che la  realizzazione del progetto  non dipendeva in alcun modo dalla mia volontà e dalla Mia competenza.

In questa logica ho  preteso che nel  periodo di eventuale assenza del quadro, che la Città  avesse  in cambio una prestigiosa mostra con capolavori del 900 italiano, custoditi al Mart in una collezione di valore mondiale.
Inoltre abbiamo richiesto che la copia, non uguale ovviamente  a nessuna di quelle già in nostro possesso come qualità e perfezione, poiché realizzata con una tecnica di assoluta avanguardia, fosse donata alla Città.

Dopo un accuratissimo lavoro di alcuni giorni, l’Istituto Centrale del restauro ha certificato che il dipinto può essere trasportato e che sarebbe opportuno si sottoponesse a una sofisticata tipologia di  restauro che può esser effettuata  solo presso la sede dello stesso ICSR a Roma
A questo punto possiamo solo prenderne atto ma non abbiamo desistito sulle richieste precise in termini di garanzia, di scambi e opportunità per la Città.

Abbiamo avuto dal Mart impegni precisi sia sulla copertura dei costi del Restauro che sulla realizzazione o di una eventuale teca protettiva o di un professionale e avanzato sistema di allarme per la Chiesa di Santa Lucia al Sepolcro, in Borgata.

Da assessore alla Cultura della Città di Siracusa quindi non nascondo, qualora l’operazione(sulla quale, ripeto,  non abbiamo alcun potere decisionale come Amministrazione cittadina) andrà in porto, la soddisfazione almeno per i vantaggi che potrà averne la Città.

Infatti ci consentirà  di collocare il dipinto restaurato e protetto  lì dove è stato concepito e cioè alla Borgata, consentendoci cosi di puntare a un altro elemento (potentissimo)di rigenerazione sociale e di recupero del Borgo di Santa Lucia  attraverso anche (non solo) la spinta poderosa della presenza del Caravaggio, facendo così del Borgo meta turistica conclamata.
Auspichiamo in quel caso che il personale della Diocesi, che si è già “formato sul campo” alla Badia, se lo richiederà, possa essere trasferito alla Borgata per collaborare alla nuova valorizzazione dell’inestimabile dipinto.
Nello  stesso tempo e finalmente,  libereremo alla vista il preziosissimo Guinaccia, capolavoro assoluto, della Chiesa di Santa Lucia alla Badia, sacrificato da tanti anni dalla scelta incredibile e folle di lasciarlo sull’Altare nascosto sotto il Caravaggio.

Come già accennato prima, per i tre mesi della Mostra del Caravaggio a Rovereto, abbiamo ottenuto in cambio una grande Mostra sul 900 italiano (parliamo di De Chirico, Savinio e altri) che certamente rappresenterà elemento di crescita culturale e attrazione turistica.
Infine rafforzeremo i rapporti  culturali con la Città di Paolo Orsi( Rovereto) e con il più grande Museo italiano di arte moderna e contemporanea.

Il tutto senza un euro di spesa per il nostro Comune e senza avere, lo ripeto per l’ultima volta, potere e competenza alcuna per bloccare il progetto che solo grazie a me è diventato scambio culturale e non più prestito.
Ritengo quindi che l’operazione culturale sia  di grande respiro per la Città.
Per il resto ho grande rispetto per chi la pensa diversamente, ma sulla base della verità dei fatti e a condizione che il rispetto sia reciproco.

On.Fabio Granata
Assessore alla Cultura della Città di Siracusa.

© Riproduzione Riservata
Tag:
Rosso di sera
di Elio Sanfilippo

Cosa succederà dopo Orlando?

Un articolo di Maurizio Zoppi per IlSicilia.it ha sollevato un problema molto importante per la città di Palermo. Chi sarà il successore di Orlando e, soprattutto, che succederà dopo Orlando?
Segreti e non misteri
di Alberto Di Pisa

Mafia e antimafia

Dovendo parlare di mafia ed antimafia non si può non andare con la mente al 10 gennaio 1987 allorquando Leonardo Sciascia rilasciò una intervista al Corriere della Sera parlando di professionisti dell’antimafia
Wanted
di Ludovico Gippetto

L’archeologia del “Do not cross” come tutela

Rubare nei siti archeologici è gravissimo. Un argomento molto caro all’archeologo Sebastiano Tusa, fermo sostenitore del principio del "Do not cross". Dove gli oggetti antichi vanno guardati ma non decontestualizzati rispetto all’ambiente di provenienza.
CapitaleMessina
di Gianfranco Salmeri

Dopo la pandemia non sarà mai come prima

Dopo una crisi così devastante come quella che stiamo superando, le cose non potranno tornare mai come prima, e non è neanche bene che ciò avvenga. Una riflessione sulla fase 2 dell'emergenza coronavirus di Gianfranco Salmeri.