"Caro Draghi, nel Mezzogiorno non abbiamo l'anello al naso" (di Pietro Busetta) :ilSicilia.it

dal blog del professore

“Caro Draghi, nel Mezzogiorno non abbiamo l’anello al naso” (di Pietro Busetta)

di
28 Aprile 2021

Caro Presidente Draghi,

volevo comicarLe che, finalmente, i meridionali si sono tolti l’anello al naso e la sveglia a collo. Potrebbe essere che Lei non se ne sia accorto?

Credo sia doveroso comunicarglielo visto che il Suo Governo ed i Suoi ministri, soprattutto il suo cerchio magico dei fidatissimi che hanno costruito il Recovery Plan, sembrano ignari.

La mia missiva parte da un presa d’atto che Lei é il miglior primo ministro che l’Italia abbia avuto da decenni a questa parte, che può competere con il grande Alcide De Gasperi.

Sono consapevole altresì che la sua credibilità in Europa e nel Mondo é tale da consentire all’Italia di riprendere un ruolo importante che avevamo perso da tanti anni.

Sono anche certo che nella situazione in cui siamo, con il debito pubblico già altissimo ed ora esploso, se non avessimo avuto la Sua illuminata guida saremmo andati a sbattere ed avremmo avuto la fila ai bancomat e l’attesa spasmodica delle pensioni che non sarebbero arrivate.

Tutto ciò premesso però volevo comunicarle che, anche con la Sua acquiescenza, é stato perpetrato un furto, ulteriore, rispetto a quello che dura da anni nei confronti del Sud.

Ulteriore perché Lei saprà bene, visto che con i dati ha grande dimestichezza, che ogni anno la spesa pubblica pro capite che arriva a Reggio Calabria é un po’ più della metà di quella che arriva a Reggio Emilia e così per tutto il Mezzogiorno.

Spiace che Lei nel suo lungo discorso alla Camera ed al Senato non abbia fatto cenno a questo scippo che dura da 10 anni e che ha portato a sottrarre al Sud da 30 miliardi ai 60 all’anno, a seconda delle valutazioni.

Ma al di là di tale certezza spiace molto di più che abbia consentito un ulteriore scippo di risorse di quelle che l’Europa ha intenzione di trasferire, con un debito pubblico contratto dai partner, all’Italia.

Eppure ve ne sono di ritardi da recuperare così tanti che anche se avesse dedicato tutte le risorse dovute avremmo avuto bisogno ancora di soldi. Viaggi in treno in Puglia, in Sicilia, in Calabria e se ne accorgerà facilmente. Ma anche in Campania in Basilicata, in Abruzzo o in Sardegna, caro Presidente.

Che Lei abbia fatto la scelta di “rubare” al Mezzogiorno quello che l’Europa ha destinato, come si vede chiaramente dai Recovery di Francia e Germania, che invece di 80 miliardi a fondo perduto ne hanno soli rispettivamente 39 e 29 può anche starci.

La sua preoccupazione che non saremmo stati capaci di spenderli Le ha fatto preferire destinazioni diverse come per esempio i 98 milioni finanziati per lo stadio di Firenze. Anche se molti di quei soldi li dovevano spendere le sue società, come Rfi o Anas, per quell’alta velocità Salerno Reggio Calabria/ Augusta/ Palermo dovuta, visto che da Roma a Milano si va in tre ore e che da Roma a Siracusa ne servono 12. E che vi è un ponte immediatamente cantierabile.

Quindi l’accusa che non sappiamo spendere lanciata in Senato ritorna indietro ad un Governo Centrale che non sa, o meglio non vuole, fare la sua parte. Può anche starci che in ogni caso Lei abbia preferito puntare sulla locomotiva collaudata, che riparte facilmente e non si curi più di tanto dei 100.000 meridionali costretti ogni anno ad andare in madre patria dalla colonia.

D’altra parte Lei ha un arco temporale di Governo breve di poco più di un anno e poi ambizioni diverse e doveva avere un consenso ampio, che certamente Le sarebbe mancato se avesse dato ad ognuno quello che spettava.

Ma La prego, caro Presidente, non ci venga a sostenere che il Sud é stato inondato di soldi, perché l’anello dal naso adesso lo abbiamo messo al dito e la sveglia sul comodino, come i nordici (quasi).

Con la deferenza che Lei merita .

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