Caso Arata, Fava vuole sentire in Commissione Antimafia Miccichè e gli assessori :ilSicilia.it

martedì prossimo le audizioni

Caso Arata, Fava vuole sentire in Commissione Antimafia Miccichè e gli assessori

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28 Giugno 2019

La commissione Antimafia dell’Ars ed il suo Presidente Claudio Fava, vogliono vederci chiaro sul caso Arata e chiama a raccolta gli onorevoli coinvolti nel fatto.

Partiranno martedì prossimo le audizioni in commissione Antimafia e saranno trasmette a quanto pare in diretta, in sala stampa all’Ars. Il primo della lista, ad essere ascoltato, sarà il presidente, Gianfranco Miccichè, a seguire l’assessore all’Energia, Alberto Pierobon, l’assessore Totò Cordaro e l’assessore alle attività produttive Girolamo Turano.  Alla fine delle audizioni verrà anche ascoltato il Presidente Musumeci.

Questo pomeriggio proprio l’assessore Pierobon ha indetto una conferenza stampa, in cui dovrebbe smentire ogni polemica in merito alla sua posizione e far notare ai giornalisti il suo operato di questi mesi, alla guida dell’Assessorato All’Energia.

A quanto pare, stando alle carte degli inquirenti, Francesco Paolo Arata, manager vicino alla Lega, era socio occulto del mago dell’eolico, Vito Nicastri, uomo vicino a Matteo Messina Denaro.

Arata pare aveva numerosi interessi qui in Sicilia e cercava ‘vie traverse’ attraverso uffici amministrativi ed assessorati, per trovare la strada più veloce. Sembrerebbe che è il presidente dell’Ars, Miccichè, ha presentare l’assessore Pierobon  al faccendiere Arata. Ma il leader dei forzisti in Sicilia avrebbe anche convocato il dirigente generale Salvo Cocina, per parlare di alcuni progetti che potevano interessare l’Arata. Il manager in poco tempo pare sia riuscito ad entrare in contatto anche con altri due assessori, utili alle sue operazioni: Cordaro e Turano.

Oltre ad Alberto Tinnirello, dirigente dell’assessorato regionale all’Energia finito ai domiciliari nell’inchiesta che ha portato in carcere Paolo Arata, il figlio e gli imprenditori trapanesi Vito e Manlio Nicastri, sono coinvolti nella vicenda una serie di pubblici ufficiali: si tratta di Giacomo Causarano, funzionario dell’assessorato al Territorio e Ambiente e del funzionario del Comune di Calatafimi Angelo Mistretta, accusati di corruzione per l’esercizio delle funzioni. Invece il presidente della Commissione Via (Valutazione d’impatto Ambientale) dell’assessorato Territorio e Ambiente Alberto Fonte risponde di abuso d’ufficio.

 

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