Caso Arata, Turano: "Io già da anni contrario al progetto, sapevo chi è Nicastri" :ilSicilia.it

le dichiarazioni dell'assessore

Caso Arata, Turano all’Antimafia: “Da anni contrario al progetto, sapevo chi è Nicastri”

di
3 Luglio 2019

Io ero già contrario da anni al progetto che mi ha pronosticato Arata”. Queste le parole dell’assessore alle attività Produttive, Mimmo Turano, davanti alla commissione Antimafia dell’Ars che lo ha sentito oggi, 3 luglio, in audizione.

L’assessore in quota Udc, stando alle sue parole, aveva già capito cosa poteva esserci sotto agli interessi siciliani, che stavano a cuore al faccendiere Arata. “Dopo aver saputo da Arata, che il consulente di questo progetto era Nicastri,  informai il presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè, a seguito di una chiamata ricevuta proprio dal presidente”.

Incontrai la prima volta Arata, esattamente suo figlio, nella stanza del Presidente. Lui mi parlò di un progetto a Calatafimi-Segesta. Io ero contro quel progetto per decisioni politiche che avevo assunto con il mio partito. Il progetto aveva ottenuto l’attestazione di bontà da parte del comune di Calatafimi. Ma a seguito delle contestazioni del movimento 5 stelle e dell’Udc, si aprì un vespaio nei confronti di questo progetto che a quanto pare non era altro che una sorta di inceneritore“, ha proseguito Turano.

L’assessore alcamese è compaesano dell’elettricista Vito Nicastri, ribattezzato il re dell’eolico per il suo ‘potenziale’ nelle energie rinnovabili.  Accusato di essere il finanziatore di Matteo Messina Denaro, finito nei guai già nel 2010 quando gli era stato sequestrato – e poi confiscato – un patrimonio da un miliardo e mezzo di euro, Nicastri ha deciso di collaborare con i magistrati il 13 giugno scorso.

Turano sarebbe stato contattato una seconda volta dagli Arata in quanto lamentavano dei ritardi burocratici in merito a questo progetto: “Per me questo progetto non era preso nemmeno in considerazione – ha proseguito davanti all’Antimafia regionale – Ma ho consigliato di lamentare il fatto agli organi preposti. Proprio l’Arata senior, mi aveva detto di aver parlato col capo centro della Dia di Trapani e mi fece vedere che aveva il bigliettino da visita del comandante di Trapani. Dopo tempo ho avvisato in modo informale il comandante, che a quanto pare conosceva già la vicenda”.

© Riproduzione Riservata
Tag:

Fuori dal coro

di Pietro Busetta

Caro ministro Carfagna, dove lo trova tutto questo ottimismo?

Cara ministra Mara Carfagna, purtroppo il suo ottimismo non è condivisibile! Lei saprà, spero, le dimensioni delle problematiche siciliane! Lei sa che in Sicilia mancano un milione di posti di lavoro per arrivare al rapporto popolazione occupati dell’Emilia Romagna! E che quindi continueremo a perdere ogni anno 25.000 persone che non troveranno lavoro e che dovranno emigrare?

Wanted

di Ludovico Gambino

Giorgio Armani veste il David di Michelangelo per Dubai

La scultura, quella vera, è uno degli emblemi del nostro Rinascimento nonché simbolo dell'Italia nel mondo, originariamente collocata in Piazza della Signoria, per rappresentare la Repubblica fiorentina vigile e vittoriosa contro i nemici. L'opera, alta oltre cinque metri per cinque tonnellate di marmo di Carrara, ritrae l'eroe biblico nel momento in cui si appresta ad affrontare Golia, come ci racconta l’Antico Testamento.

Rosso di sera

di Elio Sanfilippo

La Sicilia e la Resistenza

La Sicilia non ebbe modo di partecipare alla fase finale che determinò la caduta del Fascismo. Essa rimarrà estranea agli avvenimenti del 25 luglio e dell’8 settembre segnati dalle dimissioni di Mussolini, dalla fine dell’alleanza con la Germania di Hitler dopo l’armistizio firmato dal maresciallo Pietro Badoglio
Banner Telegram

Alpha Tauri

di Manlio Orobello

“Il Paradiso perduto“

Scendeva il crepuscolo mentre l’aereo si accingeva ad atterrare a Punta Raisi. La costa fra Carini e Capo Rama appariva già punteggiata dalle luci dei paesi e delle innumerevoli abitazioni che la costellano e che si riflettevano sempre di più nella cerchia dei monti, man mano che la luce del sole tendeva a scomparire.
Banner Italpress

Segreti e non misteri

di Alberto Di Pisa

Lincoln come Kennedy, il potere dei soldi

Il 14 aprile 1865, Abramo Lincoln, sedicesimo presidente degli Stati Uniti, fu assassinato raggiunto da un proiettile calibro 44 sparatogli alla testa da un sicario. fu ucciso mentre, dal palco presidenziale, assisteva alla commedia musicale Our American Cousin
Banner Skin Ferranti