Caso Di Matteo, bufera sul ministro Bonafede: "Si dimetta" :ilSicilia.it

CORO DI PROTESTE

Caso Di Matteo, bufera sul ministro Bonafede: “Si dimetta”

di
4 Maggio 2020

Coro di proteste contro il ministro della Giustizia, il siciliano Alfonso Bonafede, dopo il caso sollevato ieri sera in diretta tv dal pm Nino Di Matteo, che a “Non è l’Arena” di Massimo Giletti ha rivelato un retroscena inedito: “Bonafede mi offrì il ruolo di capo del Dap ma poi fece dietrofront”.

Il ministro si è difeso dicendo che Di Matteo avrebbe “equivocato“.

varchiA scagliarsi contro Bonafede e chiederne le dimissioni la deputata di Fratelli d’Italia e capogruppo FdI in commissione Giustizia, Carolina Varchi«Ho un profondo senso dello Stato e per questo, indipendentemente dal fatto che io sia un parlamentare di opposizione, ieri sera avrei voluto ascoltare parole chiare e decise da Bonafede. Le accuse del Dott. Di Matteo sono state molto gravi ed io avrei voluto la certezza che, nelle istituzioni, nessuno si lasci intimidire da quello che ascolta nelle intercettazioni captate in carcere.

Purtroppo l’intervento del Ministro Bonafede ha lasciato tutti noi nello sconforto e nel dubbio che effettivamente la mancata nomina del Dott. Di Matteo sia conseguenza del contenuto di quelle intercettazioni. Da mesi evidenzio l’assoluta inadeguatezza di Bonafede in ogni ambito del settore “Giustizia” e credo che la misura sia colma. O dimissioni o faremo le barricate», ha scritto su Facebook la deputata.

Dello stesso avviso la deputata di Forza Italia, Giusi Bartolozzi, segretario della commissione giustizia e componente Antimafia: «Un Guardasigilli ed un componente del CSM non all’altezza dei rispettivi ruoli istituzionali. Un battibecco televisivo, tra i due, che ha azzerato, laddove ancora esistente, l’Autorevolezza del Ministro e minato il prestigio del CSM.

Giusi Bartolozzi
Giusi Bartolozzi

L’indicazione a capo del DAP del dottore Basentini risale al giugno 2018 ed allora vi è da chiedersi quale sia il motivo di tale odierno personalistico disquisire. La mancanza di tempestiva progettualità nella gestione delle carceri al tempo del COVID19 è la vera causa delle odierne scarcerazioni di boss mafiosi, ed a prescindere dall’adeguatezza dei vertici burocratici, è senza dubbio alcuno da attribuirsi alla responsabilità del Guardasigilli. Recriminazioni per una mancata nomina ed il goffo tentativo di giustificare una scelta politica per il DAP, che non si è dimostrata certamente la migliore possibile, e per la quale chiediamo da tempo al Ministro Bonafede di rispondere al Parlamento con un atto dovuto, le Sue dimissioni. Al netto di tutto, davvero un cattivo esempio di come interpretare così alte funzioni», conclude.

Anche la Lega ne chiede le dimissioni immediate.

ministro pubblica amministrazione“Rivolte, evasioni, detenuti morti, agenti feriti, migliaia di delinquenti usciti dal carcere, boss tornati a casa e il capo del Dap sostituito: come se non bastasse tutto questo, ora arrivano le parole di un magistrato come Nino Di Matteo in diretta tv. È vero che non è stato messo alla guida del Dap perché sgradito ai mafiosi? In ogni caso, anche senza le parole di Di Matteo, Bonafede dovrebbe andarsene in fretta per i troppi scandali ed errori”. Lo dicono i parlamentari leghisti Giulia Bongiorno, Nicola Molteni, Jacopo Morrone e Andrea Ostellari.

giammancoSu Twitter è intervenuta anche Gabriella Giammanco, Vicepresidente di Forza Italia in Senato e portavoce azzurra in Sicilia.

«Riassumendo: prima Bonafede permette che diversi boss escano dal carcere. Poi Di Matteo dichiara di non essere stato nominato a capo del Dap per le pressioni della mafia e i 5S non ne chiedono le dimissioni? ‬‪Il Governo deve riferire in Aula e dare spiegazioni agli italiani!».

 

 

LEGGI ANCHE:

Nino Di Matteo: “Bonafede mi offrì il ruolo di capo del Dap ma poi fece dietro-front”. I boss non gradivano

 

© Riproduzione Riservata
Tag:
Politica
di Elio Sanfilippo

Sindaci e Imprese insieme per rilanciare la Sicilia

A chi continua a lamentarsi che la Sicilia non ha più voce in capitolo nelle scelte del governo nazionale, come dimostra la vicenda della nomina dei ministri e dei sottosegretari, ribadiamo che non ha più voce perché non ha più una testa, una guida, una classe dirigente autorevole dotata di una visione e di un progetto politico.
Alpha Tauri
di Manlio Orobello

Vaccini, basta chiacchiere!

La consueta girandola dei colori delle regioni italiane colpisce ancora. Sembra di guardare dentro un caleidoscopio nel quale le forme ed i colori cambiano ad ogni movimento dell’oggetto
Blog
di Giovanna Di Marco

Lidliota. E non è un romanzo

Ora mi chiedo come ci siamo ridotti se davvero su internet vanno a ruba le scarpe vendute alla Lidl a prezzi esorbitanti, perché pare che
Segreti e non misteri
di Alberto Di Pisa

Lincoln come Kennedy, il potere dei soldi

Il 14 aprile 1865, Abramo Lincoln, sedicesimo presidente degli Stati Uniti, fu assassinato raggiunto da un proiettile calibro 44 sparatogli alla testa da un sicario. fu ucciso mentre, dal palco presidenziale, assisteva alla commedia musicale Our American Cousin