Caso Gregoretti, Toninelli non risponde a Bongiorno: "Non ricorda ma sui documenti c'è la sua firma" :ilSicilia.it
Catania

il fatto

Caso Gregoretti, Toninelli non risponde a Bongiorno: “Non ricorda ma sui documenti c’è la sua firma”

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12 Dicembre 2020

Continua il processo per il leader della Lega, Matteo Salvini.

Oggi l’esponente del Carroccio è a Catania per l’udienza per la richiesta di rinvio a giudizio a suo carico per il caso Gregoretti.

Abbiamo salvato vite e protetto un Paese, quello che non è accaduto dopo perché dopo di me ci sono stati morti annegati – ha  dichiarato -.  Sono curioso di sentire cosa diranno in aula Conte, Di Maio, Toninelli e gli altri ministri che con me condividevano questa linea”.

“Mi dispiace di dovere far perdere tempo a giudici, avvocati, forze dell’ordine in un’aula bunker che solitamente è impiegata per processi di mafia – prosegue Salvini -. Io sono un cittadino italiano rispettoso di quello che la giustizia mi chiede per rispondere di quello che avevo promesso agli italiani di fare: bloccare il traffico di esseri umani e il business dell’immigrazione clandestina senza fare male a nessuno”.

La testimonianza di Toninelli

“La linea del Governo era quella di fare interessare gli altri Stati europei al collocamento dei migranti. Ma ogni sbarco era un caso a parte” . Lo ha detto l’ex ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli, rispondendo a una domanda dell’avvocato Giulia Bongiorno, avvocato di Salvini, durante l’udienza.

L’avvocato inoltre gli ha chiesto se “ricordasse di avere firmato questo divieto di ingresso di transito e sosta che poi viene annullato dal TAR, ricorda? C’è anche la sua firma su su questo episodio, la può riconoscere la sua firma?

L’ex ministro ha risposto “Non ricordo della mia firma, è passato del tempo. Non ricordo quando fu l’occasione in cui firmai. Come ha ricordato il presidente la seconda firma non ci fu sullo stesso episodio. Non posso avere un ricordo preciso, e’ passato del tempo”.

A seguito della sua testimonianza Toninielli ha detto: “Per L’assegnazione del porto sicuro a terra c’è un mandato unico al ministro dell’Interno che è il responsabile. Stiamo assistendo invece al tentativo di scaricare sul ministero dei Trasporti responsabilità sue”.

“Un tentativo – ha aggiunto – realizzato dall’uomo che diceva di difendere i confini italiani, che era l’uomo forte al governo. Sono le leggi nazionali e internazionali che spiegano che l’assistenza in mare spetta al ministero dei Trasporti, ma l’assegnazione del porto per lo sbarco è responsabilità unica del ministro dell’Interno. Ho risposto a tutte le domande con chiarezza – chiosa che non ha risposto ai quesiti dei giornalisti “perché c’è un procedimento penale in corso”. 

Salvini in conferenza stampa

“Trenta non era un ministro politico, ha risposto con tranquillità e serenità in base a quello che competeva. Toninelli è stato lì due ore a ripetere ‘non so’ o non c’era. Non giudico, magari ha ragione lui, ma io mi prendo la responsabilità e la rivendico ogni volta che faccio qualcosa. Rivendico con orgoglio quello che ho e abbiamo fatto: a differenza degli altri non cambio idea sulla base delle convenienze. Per me coerenza e dignità sono due parole che hanno un valore. No come Toninelli: su due ore in aula per un’ora e mezza ha detto che non si ricorda e che comunque non era responsabilità sua. Io mi assumo, con i colleghi che erano con me, totalmente e con orgoglio il successo delle politiche di contrasto all’immigrazione clandestina”. 

“Toninelli – ha aggiunto – non ricorda sostanzialmente nulla. Spero che ricordi dove sta. Mi spiace per la quantità di tempo e di denaro che i cittadini italiani stanno spendendo”.

L’ex ministro dei Trasporti si difende dalle accuse

“Stanno circolando versioni gravemente alterate e false della mia deposizione sul caso Gregoretti. Non esiste alcuna mia dichiarazione su una fantomatica firma del decreto relativo alla nave Gregoretti a me attribuibile in quanto, ed è un dato oggettivo, nessun provvedimento di divieto di sbarco è stato mai assunto con riferimento a tale imbarcazione. Ed è ovvio perché si tratta di nave militare dello Stato italiano. Di conseguenza, non esiste alcun mio ‘non ricordo di aver firmato il decreto’ per il semplice fatto che non vi è mai stato un decreto per tale vicenda. Il mio ‘non ricordo’ si riferiva ai decreti di divieto di sbarco per la nave dell’ong Open Arms. Fatti, questi, intorno ai quali ho deposto in termini di verità e trasparenza. Diffido, pertanto, le testate giornalistiche dal continuare la diffusione di una notizia falsa, riservandomi il diritto di querela“. Lo dichiara il senatore Danilo Toninelli, all’epoca dei fatti ministro dei Trasporti.

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