19 Aprile 2019 - Ultimo aggiornamento alle 20.33
Trapani

La precisazione del gran maestro del Grande Oriente d'Italia

Castelvetrano, la massoneria si smarca: “Nessuno degli indagati è nostro iscritto”

22 Marzo 2019

In relazione all’operazione Artemisia che ha portato all’arresto per corruzione e altri reati di 27 persone tra i quali noti esponenti politici, il Grande Oriente d’Italia, la più antica organizzazione massonica italiana, interviene ufficialmente e lo fa con il suo Gran Maestro, il giornalista Stefano Bisi, che precisa come, fra le persone arrestate e indagate a Castelvetrano in seguito alle indagini della Procura di Trapani, non figuri alcun membro dell’Ordine.

“Nessun iscritto all’Obbedienza massonica del Grande Oriente d’Italia – sottolienea Il Gran Maestro Bisi –  è coinvolto in questa indagine. Ci rammarica notare come parte dell’opinione pubblica e della stampa continuino a bollare genericamente come Massoneria e come massonico lo sfondo in cui si sono perpetrati i fatti”.

E Bisi affonda sulla questione spiegando che “con la serenità che ci contraddistingue confermiamo che nessuno dei Fratelli iscritti al Grande Oriente d’Italia risulta indagato”.

Nell’indagine sarebbe emersa la costituzione e l’esistenza di una struttura segreta guidata dall’ex deputato regionale di Forza Italia Lo Sciuto, per la quale ad alcuni degli arrestati è stato contestato il reato di associazione a delinquere segreta finalizzata ad interferire con la pubblica amministrazione in violazione della Legge Anselmi.

“Nel Grande Oriente d’Italia – conclude la più alta carica massonica italiana – come ho più volte ribadito a tutti i livelli, non esistono logge coperte e iscritti la cui identità non sia nota”.

In effetti, nonostante alcuni fra indagati facciano parte di un’altra organizzazione massonica, è la stessa procura a precisare che la massoneria in quanto tale non avrebbe avuto alcun ruolo nella vicenda“Preme osservare che non viene contestata, dal Giudice delle Indagini Preliminari, l’appartenenza alla massoneria in quanto tale – scrive la procura – Non viene addebitata infatti alcuna responsabilità al maestro venerabile della Loggia al cui interno si annidava l’associazione segreta, in quanto è emerso chiaramente come il “gruppo occulto”, facente capo a Lo Sciuto, prendesse le decisioni a prescindere dalle direttive della loggia palese e si avvalesse degli aiuti degli appartenenti occulti più che di quelli palesi in caso di bisogno.”

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