19 Ottobre 2019 - Ultimo aggiornamento alle 16.52
Catania

40 gli arresti

Catania, maxi blitz. La polizia sgomina il traffico di droga gestito da due clan

19 Settembre 2019

La Polizia di Stato, su delega della Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, ha in corso di esecuzione un’ordinanza di applicazione di misure cautelari a carico di un sodalizio criminale responsabile di associazione per delinquere finalizzata al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti aggravata dal metodo mafioso.

L’operazione vede il coinvolgimento di circa 40 destinatari di provvedimenti restrittivi appartenenti a due distinte consorterie criminali, operanti nel capoluogo etneo e riconducibili ai gruppi criminali del clan Cappello – Bonaccorsi e di quello dei Cursoti Milanesi.

L’iniziativa denominata “Tricolore” ha portato all’arresto di 30 persone, mentre altre 10 sono state poste ai domiciliari. Sono accusate di associazione a delinquere finalizzata al traffico di marjuana e cocaina, detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti con la finalità di agevolare l’associazione mafiosa Cappello-Bonaccorsi. L’indagine, avviata nel gennaio del 2017 dalla Squadra Mobile di Catania e coordinata dalla Procura Distrettuale, ha consentito di risalire a due gruppi mafiosi, operanti nel centro cittadino e particolarmente attivi nel traffico di sostanze stupefacenti attraverso il controllo permanente di un intero quartiere del capoluogo etneo. Nel rione popolare di San Berillo Nuovo sono state individuate due distinte “piazze di spaccio” di sostanze stupefacenti a breve distanza l’una dall’altra, la prima (in Corso Indipendenza – Angolo via La Marmora) gestita dal gruppo mafioso riconducibile al clan Cappello-Bonaccorsi, con a capo Lorenzo Christian Monaco, ovvero colui che aveva ricevuto da Salvatore Bonaccorsi, figlio di Concetto Bonaccorsi ed esponente apicale dei “Carateddi” (oggi entrambi collaboratori di giustizia), l’investitura per gestire l’attività.

La seconda, invece, operativa in zona limitrofa alla prima e precisamente in via San Leone, è  gestita da diverse persone riconducibili al clan dei “Cursoti Milanesi“. Il confine tra le due piazze – dopo aspri dissidi che avevano visto alcuni soggetti vicini al clan  percorrere armati le vie della città per contrastare i rivali – veniva contrassegnato dall’apposizione di due distinte bandiere, quella degli Stati Uniti d’America per il clan dei Cappello-Bonaccorsi, quella del Milan per il clan dei Cursoti-Milanesi. Nel gennaio del 2017 la polizia aveva arrestato alcuni pregiudicati, sodali a Rosario Pitarà Rosario “Sarettu u furasteri“, storico esponente di rango apicale del clan mafioso dei Cursoti Milanesi, in possesso di numerose armi da guerra e armi da fuoco clandestine, in procinto di compiere un’azione di carattere dimostrativo contro il clan rivale.

Le indagini hanno consentito di individuare non solo i fornitori delle piazze di spaccio, legati alla criminalità organizzata campana, ma anche di risalire a persone che sin da subito sono apparsi coinvolti nel favoreggiamento della latitanza di Concetto Bonaccorsi, storico boss, insieme al fratello Ignazio, dell’omonima famiglia, detta dei “Carateddi“, alleata con il clan Cappello. L’accurato monitoraggio telefonico e l’osservazione diretta dei movimenti di queste persone in provincia di Pistoia, sono sfociati nell’aprile del 2017 nell’individuazione dell’abitazione in cui Bonaccorsi si era rifugiato, consentendone l’arresto dopo una latitanza protrattasi dal settembre del 2016.

 

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