24 Maggio 2019 - Ultimo aggiornamento alle 17.32

vittima un militare

Catania, prende l’epatite dopo il vaccino: condannato il ministero della Salute

15 Marzo 2019

Il Tribunale di Catania ha condannato il ministero della Salute a pagare i danni procurati dalla tecnica di vaccinazione a un militare che ha contratto l’epatite cronica prima di partire per una missione all’estero. Secondo il difensore del soldato, l’avvocato Silvio Vignera, il risarcimento complessivo è di circa 3 milioni di euro.

Il consulente del giudice nella sua relazione non ha messo in dubbio la sicurezza del vaccino, ma la tecnica di somministrazione plurima in poco tempo e senza adeguati controlli medici.

Al militare, nel 2000, prima di partite per una missione all’estero, come ricostruisce il legale, nell’arco di quattro giorni, sono state praticate ben sette dosi di vaccini, comprese quelle antiepatite di tipo A e B. Nel 2002 ha cominciato a sentirsi male ed ha iniziato a sottoporsi a visite mediche ed analisi di laboratorio per accertare le cause del suo malessere.

Agli inizi del 2009 al militare era stata diagnosticata una “epatopatia cronica di natura da definire“. La commissione medico-ospedaliera di Palermo non aveva riconosciuto il nesso causale tra la malattia e le vaccinazioni che gli erano state praticate e il militare aveva presentato ricorso amministrativo al ministero della Salute, che lo aveva respinto. Il caso è stato quindi trattato dal giudice del Lavoro del Tribunale di Catania, Caterina Musumeci che, dopo una consulenza tecnica d’ufficio, ha accolto il ricorso del militare “riconoscendo il nesso causale tra l’infermità da lui contratta e le vaccinazioni somministrategli nel 2000“.

“Come hanno riconosciuto il Tribunale di Catania, il Consulente nominato in giudizio ed la Commissione Parlamentare d’inchiesta istituita nel 2015 dalla Camera dei Deputati – osserva Vigneranei militari è necessario svolgere esami pre-vaccinali, sia al fine della valutazione di immunità già acquisite, sia al fine dell’accertamento di stati di immunodepressione che sconsiglino di somministrare il vaccino in quello specifico momento”.

Vignera è anche vicepresidente dell’associazione no profit Tutela degli epatopatici e malati danneggiati (Atem): “Non è consigliabile effettuare vaccinazioni pochi giorni prima della partenza per le missioni perché al momento della vaccinazione si crea uno stato fisico di immunodepressione che paradossalmente determina un aumento del rischio di contrarre o la stessa malattia per cui è stata fatta la vaccinazione o altra patologia, data la possibile situazione fisica di immunodepressione dei militari”.

“Nelle difese – conclude – abbiamo posto solo le richieste necessarie a condurre il processo a definizione nel più breve tempo possibile”.

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