Catania, quattro famiglie sgomberate da sito abbandonato: scatta l'assemblea pubblica :ilSicilia.it

Catania, quattro famiglie sgomberate da sito abbandonato: scatta l’assemblea pubblica

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17 Gennaio 2022

Quattro famiglie economicamente disagiate che da molti anni occupano un immobile abbandonato in via Gallo 3 a Catania, ma da oltre 35 anni di proprietà prima dell’ospedale Vittorio Emanuele” e poi del Policlinico, dovranno lasciare le abitazioni.

Lo rende noto il Sunia dopo che l’azienda ospedaliera ha avviato l’iter per l’intervento dell’ufficiale giudiziario annunciando un’assemblea pubblica per oggi, alle 17, di fronte all’ex Palazzo dell’Esa.

L’immobile fu donato al Vittorio Emanuele dalla vecchia proprietaria che aveva concesso in affitto a delle famiglie alcuni degli appartamenti.

A queste, ricostruisce il sindacato, sono negli anni subentrate altre famiglie che hanno chiesto all’amministrazione ospedaliera di potere regolarizzare la propria posizione, non ottenendo una risposta risolutiva. Nel 2006 l’azienda ha avviato una causa per il rilascio delle case occupate senza titolo. “In diverse occasioni – sostiene il Sunia – si è tentata una mediazione stragiudiziale per pervenire ad un accordo tra le parti, accordo più volte quasi raggiunto, ma il cambio di direzione dell’Azienda e le diverse vicende amministrative non hanno consentito che la vicenda venisse chiusa.

La sentenza emessa nel 2016 condanna le famiglie a pagare i canoni pregressi e a lasciare gli appartamenti”. In questi anni, secondo il Sunia di Catania, gli interessati si sono presi cura dell’immobile nonostante nel contenzioso queste somme spese non siano state tenute in alcun conto. Il sindacato aveva presentato una proposta transattiva, discussa con gli interessati, che potesse consentire alle famiglie di estinguere con una rateizzazione il debito pregresso, ovviamente decurtato tenendo anche conto delle spese fatte per la manutenzione ordinaria e straordinaria, e di pagare regolarmente i canoni dell’affitto.

La proposta, rende noto il sindacato, presentata il 1 dicembre è stata rigettata il 10 gennaio.

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