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Catania

LA GARA SI CHIUDE FRA 48 ORE

Catania: realizzare un videogame sulla natura, la sfida della “University Game Jam”

11 Settembre 2019

Nell’edificio della Didattica di Ingegneria dell’Università di Catania,  è stata lanciata stamani la prima edizione della “University Game Jam, una competizione all’esordio rivolta a tutti gli appassionati di sviluppo di videogiochi. La sfida tecnologica prevede la creazione di un gioco a tema “natura”, challenge a cui hanno risposto cinque team, per un totale di 37 partecipanti.

Francesco Priolo, rettore Università di Catania
Francesco Priolo, rettore Università di Catania

Ideata e organizzata da “Citing“, gruppo studentesco fondato nel 2016 da allievi di Ingegneria informatica ed elettronica del dipartimento di Ingegneria elettrica elettronica e informatica (Dieei), la manifestazione è supportata dall’Ateneo di Catania che, come ha spiegato il rettore  Francesco Priolo, «sosterrà le iniziative degli studenti, i veri e principali attori, e non più semplici fruitori, dell’Università di Catania perché questa è l’università che vogliamo e che dobbiamo costruire proprio insieme con gli studenti».

I partecipanti avranno 48 ore di tempo (fino a venerdì 13 settembre) per sviluppare le texture, e in generale, il concept del videogame, grazie all’apertura continuata dei locali universitari, dando così la possibilità alle squadre di potersi confrontare e fare team-working. «L’Università deve essere questa – ha aggiunto il prof. Priolo – aperta agli studenti. E questa iniziativa, che parte proprio da loro, dovrà essere replicata più volte nel tempo. Ringrazio tutti i partecipanti e che vinca il migliore!».

L’Università di Catania si rivela all’avanguardia sul tema videogiochi, vista la benedizione del CIO (Comitato Olimpico Internazionale) ad una futura entrata degli e-sport nel panorama iridato. Il mondo dei videogiochi si muove su di una dimensione sempre più tendente al realismo, con grosse case video-ludiche che investono milioni di euro sui motori grafici di alcuni titoli, soprattutto nei c.d. MMORPG.

Sulla stessa linea il prof. Giacomo Morabito, referente dell’Ateneo per l’iniziativa, «aperta a tutti perché l’università è inclusiva, un patrimonio di tutti con i ragazzi protagonisti e che, grazie al videogioco, dovranno fare squadra e mettere insieme competenze, creatività, programmazione e trovare anche gli approcci al gioco per creare qualcosa divertente».

Soddisfatto anche Cristian Barbera di “Citing” che ha evidenziato «l’importanza del supporto dell’Ateneo che, grazie a queste iniziative, dimostra di essere al passo e vicino agli studenti».

«Il tema su cui si sfideranno i partecipanti è molto attuale e consente numerose possibilità interpretative nello sviluppo del videogioco – ha aggiunto Barbera -. L’obiettivo dell’iniziativa è creare una collaborazione all’interno del team e tra i vari team, ma anche nuovi legami all’interno dell’università, magari volti a futuri fini professionali e lavorativi, smentendo il concetto di università come sterile luogo di solo studio. Abbiamo registrato la partecipazione di studenti dei dipartimenti di Matematica e Informatica, di Ingegneria elettrica, elettronica e informatica e dell’Accademia delle Belle Arti, ma anche dottorandi di ricerca».

 

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